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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:15 - Lettori online 1065
POZZALLO - 25/04/2011
Attualità - Pozzallo: la liberazione dell’equipaggio del rimorchiatore italiano e l’arrivo ad Augusta

Asso 22, sequestro per impedire Nato di bombardare Tripoli

Salvatore Boscarino, 51 anni, sposato con Maria Agnello Modica, padre di 6 figli, Giorgio Coppa, 24 anni, Antonino Arena, 35 anni, sposato, padre di un bambino di 4 anni. I tre, assieme a Salvatore Scala, l’altro marittimo pozzallese da anni residente a Siracusa, sono giunti al porto di Augusta
Foto CorrierediRagusa.it

"Mi hanno raccontato di aver vissuto momenti di terrore soprattutto nei primi giorni del sequestro, e che i miliziani libici si alternavano nel presidio del rimorchiatore: non erano sempre gli stessi militari e tutti avevano una gran voglia di mangiare perché apprezzavano i piatti del cuoco italiano".

Le parole del primo cittadino di Pozzallo, Peppe Sulsenti, sintetizzano in maniera ottimale i 36 giorni che hanno vissuto gli 11 marittimi a bordo del rimorchiatore «Asso 22». È arrivato domenica, giorno di Pasqua, presso il porto di Augusta, il rimorchiatore che una comunità intera aspettava con ansia dal mese scorso.

Ad attendere l’arrivo della Asso 22, scortato in porto dalla nave San Giorgio della Marina militare, i parenti dei marittimi, dal sindaco di Pozzallo, e dal sostituto procuratore di Siracusa, Maurizio Musco, il quale ha già sentito i protagonisti di questa assurda vicenda. Degli 11 uomini dell’equipaggio, 8 sono italiani e 5 di questi siciliani. Pozzallo, Mazara del Vallo e Siracusa, le tre città che hanno atteso l’arrivo dei propri concittadini. Due campani, un cittadino della città di Gaeta, un ucraino e due indiani sono gli altri marittimi.

"La soluzione della vicenda - spiega l’armatore Mario Mattioli - è stata possibile grazie alla via diplomatica, ai suoi massimi livelli. Non è stato pagato alcun riscatto ma nemmeno erano mai giunte alla società richieste di denaro. Le autorità militari libiche, nonostante avessero ristretto le libertà, hanno riservato un trattamento assolutamente umano all’equipaggio. Con il loro supporto - ha affermato - siamo riusciti anche a rifornire la nave.

Il comportamento di coloro che ci hanno, in qualche modo, utilizzato è stato umano nei confronti di tutto l’equipaggio. La cosa un pò anomala - ha aggiunto - è stata la possibilità di comunicare con il personale di bordo in maniera costante". Una circostanza che, come ha spiegato l’armatore, ha reso possibile trasmettere all’equipaggio, composto da 11 persone, la tranquillità e la cooperazione con l’Unità di crisi della Farnesina.

Gli undici marittimi, invece, sono sbarcati dal rimorchiatore domenica sera, dando il cambio al personale che l’Augusta Offshore, la società campana proprietaria del mezzo navale, ha messo a disposizione per il controllo del natante. Felicità, appagamento per una vicenda conclusasi bene, rabbia, i sentimenti che si sono mischiati. Le lacrime, poi, copiose, hanno messo la parola fine ad una storia come tante, fatte di sudore, di viaggi all’estero con il mare in piena tempesta, e di visione dei propri cari, ogni volta che si verifica uno sbarco per andare a casa.

"Mi sono trattenuto a parlare soprattutto col nostromo, Salvatore Scala, originario di Pozzallo anche lui – hanno detto al sindaco i marittimi, domenica mattina – Ma ho avuto modo di dialogare anche con Salvatore Boscarino, Antonino Arena e Giorgio Coppa. Attimi di paura? tutti i giorni. Hanno sempre pregato affinchè Dio li portasse a casa al fine di vedere i figli e le proprie mogli. Il fatto di tornare a Pasqua, in Sicilia, non lo considero affatto una coincidenza. Qui, c’è la mano di Dio e dell’Addolorata. Un miracolo. Non lo spiego in altro modo".

Il sindaco di Pozzallo ha chiesto ai marittimi se torneranno ad imbarcarsi. "Mi hanno risposto di sì. Il mare è la loro vita – hanno detto a Sulsenti – Adesso, però, vogliono dimenticare, vogliono trascorrere qualche giorno in santa pace, rivedersi fra di loro per mettere alle spalle questa tristissima storia".

Il sindaco Sulsenti ha promesso grandi festeggiamenti per l’accoglienza ufficiale dei suoi concittadini. Nel colloquio con i marittimi, Sulsenti ha avuto anche la conferma che la presenza del rimorchiatore serviva ad impedire alle forze Nato di bombardare la zona del porto di Tripoli. "Non a caso - hanno detto i marittimi al sindaco - una volta che abbiamo lasciato il porto proprio in quella zona i bombardamenti si sono accentuati".

Intanto tutti barricati in casa, i tre pozzallesi. Poca voglia di esporsi, nel giorno di Pasquetta, prima dell’autentico «tour de force» che li aspetterà nei prossimi giorni. Telefoni cellulari spenti, nessuno dei tre pozzallesi ha voglia di parlare.

Nella foto in alto, Salvatore Arena all´attracco dell´Asso 22 ad Augusta. TUTTI I DIRITTI RISERVATI - RIPRODUZIONE VIETATA

LA FINE DELL´INCUBO
Il grande giorno dell´arrivo in Sicilia per i quattro marinai di Pozzallo facenti parte dell´equipaggio dell´Asso 22 è caduto proprio per Pasqua. Coloro che hanno trascorso 36 giorni di sequestro in Libia hanno potuto riabbracciare i propri cari.

E´ finita venerdì notte la permanenza forzata in terra libica degli undici marittimi del rimorchiatore "Asso 22" di proprietà della società napoletana, Augusta Offshore. Liberi, quindi, anche i tre marinai pozzallesi: Salvatore Boscarino, 51 anni, sposato con Maria Agnello Modica, padre di 6 figli, Giorgio Coppa, 24 anni, Antonino Arena, 35 anni, sposato, padre di un bambino di 4 anni. I tre, assieme a Salvatore Scala, l´altro marittimo pozzallese da anni residente a Siracusa, sono giunti al porto di Augusta (foto) per riabbracciare i loro cari. "Vi diremo tutto nei prossimi giorni e, per quanto ci sarà possibile rivelare, vi racconteremo di quei giorni trascorsi sotto sequestro della gendarmeria libica": queste le parole pronunciate da Salvatore Boscarino all´arrivo ad Augusta. "Ma adesso - ha concluso - voglio solo riabbracciare la mia famiglia".

Ad essere più felici, ovviamente, i familiari e i parenti dei marittimi. Salvatore Arena, padre di Antonino: "Felicissimo, non potete - ha detto - immaginare la gioia che sto provando in queste ore. Mia e di tutti i miei cari".
Stessa gioia nelle parole di Chiara, la fidanzata, a breve moglie, di Giorgio Coppa: "Siamo contenti, tutti - dice - Un´emozione indescrivibile quando abbiamo ricevuto la notizia. Grazie a tutti per le preghiere. Abbiamo sentito l´affetto dei pozzallesi. Un´esperienza che difficilmente, a titolo personale, dimenticherò".

Il deputato regionale Roberto Ammatuna esprime gioia per il rilascio degli ostaggi. "La vicenda - ha detto Ammatuna - per fortuna conclusasi lietamente, ha colpito profondamente la città di Pozzallo che annovera quattro suoi cittadini fra i componenti l’equipaggio. Siamo stati vicini alle loro famiglie che, con grande trepidazione, attendevano la liberazione dei loro congiunti. Lo abbiamo fatto, anche nei momenti di maggiore difficoltà, nella più assoluta discrezione, per evitare che iniziative pubbliche potessero avere ripercussioni negative".

Anche il sindaco di Pozzallo, Peppe Sulsenti, era presente ad Augusta ad accogliere i marittimi: "Una bella notizia – dichiara Sulsenti – che ci rende felici. A nome mio personale, dell’Amministrazione comunale e della comunità, condivido questo momento di grande gioia con i diretti interessati e con le loro famiglie, alle quali esprimo incondizionato apprezzamento per la compostezza e la grande dignità dimostrate in una circostanza oltremodo difficile. Un abbraccio ideale ai nostri concittadini Boscarino, Arena, Coppa e Scala, ai quali auguro una serena Pasqua assieme ai loro familiari".

L´ODISSEA IN LIBIA
Trentasei lunghissimi giorni. Un passo indietro. Ore 21,30. Per i marittimi del rimorchiatore, arriva l´ordine di lasciare il porto di Tripoli. Subito. Senza pensarci due volte. I marittimi provano a chiedere spiegazioni. Inutile. Nessuno sa nulla. Alle 22,30, il rimorchiatore molla gli ormeggi e lascia la città libica. L´ultimo scoglio verso la libertà, il raggiungimento delle acque internazionali. Cosa che avviene intorno alle 23 circa di venerdì sera. Pianti, abbracci, l´equipaggio è in festa. Nel contempo, a Pozzallo, la notizia aveva già fatto il giro della città.

Alcuni si sono riversati in piazza delle Rimembranze, sospinti dalle indiscrezioni che giungevano dalla parrocchia Santa Maria di Portosalvo. "Sono liberi, sono liberi, la Madonna Addolorata ha fatto il miracolo" era la frase più ricorrente all´ingresso della Chiesa. Più pacato il commento del vescovo ai presenti. "I marittimi dell´Asso 22 ricorderanno a lungo - ha detto mons. Staglianò - questa Pasqua. Pasqua di risurrezione, Pasqua di libertà".
A qualche miglio dalla costa libica, intanto, il primo contatto radio è arrivato poco prima della mezzanotte, con la nave militare Bettica, che fa parte del dispositivo Nato che incrocia al largo della Libia.

A quel punto l´indiscrezione è diventata certezza: il rimorchiatore Asso 22, con 8 italiani di equipaggio a bordo (su 11 marinai in totale) era libero. Nella notte, il rimorchiatore ha raggiunto il pattugliatore della Marina: gli undici marinai sono stati visitati dai medici a bordo. "Tutto l´equipaggio si trova in buone condizioni di salute". È quanto riferisce Mario Mattioli, armatore dell´Augusta Offshore, in merito al personale di bordo del mercantile "I medici di una nave della coalizione - ha affermato - sono saliti a bordo e li hanno trovati in buone condizioni. I medici - ha concluso l´armatore - faranno con l´equipaggio tutto il viaggio". Un ulteriore conferma arriva dalla pagina di Facebook di Giorgio Coppa. Ecco la frase postata alle ore 11 di ieri mattina: "Siamo liberi - dice - Finalmente si torna a casa". Fine dell´incubo.

SOTTO, LE ALTRE FOTO DELL´ARRIVO DEI 3 MARINAI POZZALLESI AL PORTO DI AUGUSTA. CLICCATECI PER INGRANDIRLE