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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 607
POZZALLO - 12/04/2011
Attualità - Pozzallo: l’odissea dell’equipaggio del rimorchiatore Asso 22

Sulsenti scrive a Berlusconi per liberare i marinai a Tripoli

Secondo quanto riferito a palazzo La Pira, gli uomini in ostaggio (8 italiani, 2 indiani e 1 ucraino) continuano ad essere trattati nel migliore dei modi

Una missiva al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per chiedere la liberazione dei membri dell’equipaggio a bordo del rimorchiatore «Asso 22». L’ha scritta, ieri, il primo cittadino della città di Pozzallo, Peppe Sulsenti, indirizzandola anche al ministro della Difesa, Ignazio La Russa, al ministro degli Esteri, Franco Frattini, e al prefetto di Ragusa Francesca Cannizzo.

"Fra i punti salienti – è scritto nella missiva - dell’accordo per un cessate il fuoco in Libia, di cui alla «Road Map» proposta da una delegazione dell’Unione Africana, la tutela dei lavoratori stranieri presenti sul territorio libico. Mi permetto con l’occasione, da sindaco di Pozzallo, a nome dell’Amministrazione, del Consiglio comunale e della comunità, di rappresentare l’urgente necessità di avviare verso una positiva conclusione la vicenda che riguarda gli undici componenti l’equipaggio, fra cui quattro cittadini pozzallesi, sequestrati a bordo del rimorchiatore «Asso 22», fermo al porto di Tripoli, con l’immediato ritorno a casa di lavoratori innocenti che non hanno nulla a che fare con il conflitto libico".

Una presa di posizione decisa, condivisa dal sindaco di Pozzallo coi familiari dei pozzallesi in ostaggio, ancora in ansia per la sorte dei loro cari. Secondo quanto riferito a palazzo La Pira, gli uomini in ostaggio (8 italiani, 2 indiani e 1 ucraino) continuano ad essere trattati nel migliore dei modi. Continuano anche le (poche) telefonate che dalla Libia sono indirizzate verso parenti e congiunti in l’Italia, così come verso la compagnia campana di navigazione, la «Augusta Offshore spa».

La compagnia dell’amministratore delegato Mario Mattioli conferma, inoltre, che l’attività di coordinamento con le istituzioni italiane è costante, segno che la situazione viene monitorata attimo dopo attimo.

Intanto, dopo il sì di Gheddafi anche la Nato e l’Unione Europea danno il benvenuto al percorso di pace proposto dell’Unione Africana. Ma l’uscita di scena del rais appare una precondizione necessaria per la riconciliazione nazionale. Si attende ora la risposta dei ribelli a Bengasi, dove è giunta ieri mattina una delegazione dell’Ua. In caso di esito positivo, non vi sarebbero altri ostacoli per la ripartenza del rimorchiatore "asso 22" verso l´Italia. Speriamo bene.