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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 873
POZZALLO - 04/04/2011
Attualità - Pozzallo: prosegue l’odissea dei 4 marinai pozzallesi

Rimorchiatore italiano lascia Tripoli, destinazione ignota

Lo conferma la «Augusta Offshore», la compagnia napoletana proprietaria dell’Asso 22

L´Asso 22 ha lasciato Tripoli. Il rimorchiatore italiano sequestrato due settimane fa dai militari libici e rimasto poi ormeggiato fino a ieri nel porto di Tripoli ha salpato l’ancora dal porto africano. Pare che il rimorchiatore, stando ad alcune informazioni, si sia mosso in direzione ovest dal punto di partenza del porto. Lo conferma la «Augusta Offshore», la compagnia napoletana proprietaria del rimorchiatore, con a capo l’armatore Mario Mattioli. Il punto di approdo, però, resta ignoto.

"Alle 11.55 ora italiana – scrive una nota diffusa dalla società armatrice - il rimorchiatore Asso 22 ha lasciato il porto di Tripoli, riprendendo la navigazione rotta ovest, dopo quasi dieci giorni in cui l’imbarcazione è rimasta ancorata in porto. Anche questa mattina – prosegue la nota – c’è stato un contatto con l’equipaggio, che ha confermato il buono stato di salute".

La compagnia armatrice ha confermato, inoltre, che l’attività di coordinamento con le istituzioni italiane è costante e che le famiglie sono state sollecitamente informate. Sconosciuta la destinazione ma pare che, a bordo, vi siano i militari libici che hanno tenuto ostaggio gli undici marittimi (fra cui 4 pozzallesi).

La notizia è rimbalzata a Pozzallo nel primo pomeriggio. Bocche cucite da parte dei parenti ed amici dei quattro uomini, Salvatore Boscarino, Salvatore Scala, Giorgio Coppa e Antonino Arena. Restano comunque difficili da capire le motivazioni del fermo del natante della società «Augusta», che ha eseguito un lavoro in Libia, presso una piattaforma petrolifera dell’Eni. Da fonti certe, non è stata avanzata alcuna richiesta di riscatto per la liberazione degli uomini dell’equipaggio ed, ufficialmente, il rimorchiatore non è in stato di sequestro. Di fatto, però, resta ancora bloccato in acque libiche.