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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 994
POZZALLO - 14/03/2011
Attualità - Pozzallo: una nuova società petrolifera fa capolino

Transunion Petroleum Italia ricerca idrocarburi in mare

La società romana ha inviato ad alcuni Comuni del comprensorio costiero ibleo un’istanza di avvio della procedura di valutazione d’impatto ambientale

Ricerca di idrocarburi lungo le coste iblee. La società petrolifera Transunion Petroleum Italia ha inviato ad alcuni Comuni del comprensorio costiero ibleo un’istanza di avvio della procedura di valutazione d’impatto ambientale (denominata «Via») relativa all’istanza di permesso di ricerca di idrocarburi. Il programma ha come nome in codice «D 359 c.r. – Tu».

Presso le segreterie dei Comuni di Pozzallo, Pachino e Portopalo, anche a Scicli, Santa Croce Camerina, Ragusa, Modica, Ispica (oltre alle sedi delle Provincie di Ragusa e Siracusa ) sono stati recapitati i seguenti documenti: lo studio di impatto ambientale, la sintesi non tecnica, la carta topografica e batimetrica, oltre alla carta delle aree protette, le schede tecniche dei siti Sic-Zps ed un cd-rom contenente l’intera documentazione insieme alla pubblicazione dell’istanza nel bollettino ufficiale per gli idrocarburi e la copia della procura speciale notarile che conferisce a Raffaele Di Cuia (delegato della società petrolifera) poteri di rappresentanza.

La società, avente sede a Roma, ha un capitale interamente versato di 120 mila euro ed ha come socio unico la britannica Transunion Petroleum Limited. Il progetto è denominato «Campagna di acquisizione di 100 km di linee sismiche a mare». L’area ha un’estensione di 697,4 km quadrati, situata nel Canale di Malta, a 27 km a sud di Pozzallo. La procedura comprende anche la valutazione di incidenza. La presa visione dei documenti è possibile presso le segreterie dei succitati Comuni.

Si parla, dunque, di ricerche di idrocarburi in un’area piuttosto estesa, a ridosso delle coste della Sicilia sud-orientale. L’amministrazione comunale di Pozzallo ha già fatto sapere che vaglierà con estrema cura ed attenzione l’intera documentazione. La zona, stando al riferimento cartografico, si troverebbe a circa 25 miglia dalla città di Pozzallo. Nessuna sottovalutazione, dunque, e nei prossimi giorni la questione verrà approfondita sia in sede di giunta sia con i responsabili dell’area tecnica municipale.

«Idrocarburi? No, grazie»: con questo slogan, i politici locali hanno fermato la mano dei vari gruppi petroliferi nazionali ed esteri, tutti interessati ad effettuare ricerche nella zona del Val di Noto. Ora "spunta" il Canale di Sicilia. Solo lo scorso anno, il gruppo petrolifero americano della «Panther oil» ha dovuto sudare le fatidiche sette camice per cercare di imporre la propria logica di investimenti nella speranza di poter trivellare alcune zone del sud-est siciliano.

Adesso, un nuovo gruppo tenta la scalata, ma non sulla terraferma, bensì in mare aperto. L’area tra Pozzallo e Capo Passero è ad alta incidenza di attività di pesca e il progetto in questione, ancora alle fasi iniziali, potrebbe rappresentare qualcosa di più di un intralcio. Le paure sono tante. Qualche pescatore, già informato della notizia, ha già fatto sapere che una base petrolifera, a largo di Pozzallo, basta e avanza. Altri pozzi, altre trivellazioni minerebbero la credibilità commestibile del pescato locale.

Il fronte dei «sì», a favore di nuove piattaforme petrolifere, a largo del Canale di Sicilia, è, però, decisamente inferiore a quello dei «no». Basti pensare alla vicenda della Campo Vega, la piattaforma petrolifera del gruppo Edison che ancorava una piattaforma galleggiante («la Vega Oil») posta sotto sequestro dalla Capitaneria di porto di Pozzallo per presunto inquinamento ambientale. A bordo della nave, difatti, erano state riscontrate diverse anomalie finite sotto la lente d’ingrandimento dei militari della Guardia Costiera.

I fatti databili al 2008, impongono scrupolo d’osservazione. I «romani» porterebbero sì nuovi posti di lavoro ma anche la paura di doversi ritrovare di fronte ad una possibile invasione di pozzi, in un’area dove molti pescatori «tengono famiglia». Sarebbe un nuovo, duro colpo per un settore che, in questi anni, lamenta introiti miserrimi.

Il sindaco di Pozzallo, Peppe Sulsenti, invece, è categorico nel dire di no a nuovi impianti petroliferi nel Mediterraneo. "Rivolgo l’invito ai colleghi interessati – dice il sindaco Giuseppe Sulsenti in una missiva inviata ai sindaci del comprensorio ibleo - a fare fronte comune per dire da subito no alla richiesta della Transunion Petroleum Italia srl, convinto che quel tipo di ricerca industriale possa mettere a rischio l’ambiente marino e la bellezza delle nostre spiagge. Pronto ad organizzare un incontro, rimango in attesa di un sollecito cenno di risposta".