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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 922
POZZALLO - 26/02/2011
Attualità - Pozzallo: il concetto ribadito da Prefettura e Questura

Immigrati liberi di uscire dal centro di prima accoglienza

E’ fuorviante parlare di fuga, mentre è più consono al contesto complessivo della situazione parlare di allontanamento volontario

E’ fuorviante parlare di fuga, mentre è più consono al contesto complessivo della situazione parlare di allontanamento volontario degli immigrati dal centro di prima accoglienza del porto di Pozzallo. Il concetto è ribadito da questura e prefettura, in riferimento ai 15 immigrati che si sono allontanati in queste ultime ore dalla struttura d’accoglienza, e che vanno ad aggiungersi agli altri 23 di cui si sono perse le tracce tre giorni fa. In buona sostanza, gli immigrati sono liberi di andarsene una volta espletate le operazioni di fotosegnalamento e di registrazione delle generalità negli appositi registri. Non si tratta difatti di clandestini, ma di persone provenienti da paesi teatri di grossi tumulti come Egitto, Tunisia e Libia, che consente loro di poter chiedere lo status di rifugiati politici allo stato italiano.

L’unico obbligo di questi immigrati consiste difatti nel presentarsi il prima possibile negli uffici della commissione per il riconoscimento dell’asilo politico, una cui sede è presente nel territorio della Sicilia orientale. Nel caso gli immigrati non assolvessero a questo obbligo, allora diventerebbero clandestini a tutti gli effetti, violando la legge sull’immigrazione clandestina e andando incontro a conseguenze penali, a cominciare dall’arresto. Alla luce di questo concetto, gli immigrati che hanno lasciato il centro di prima accoglienza di Pozzallo scavalcando la recinzione, avrebbero potuto tranquillamente uscire dalla porta principale, senza che nessuno li potesse fermare.

Le forze dell’ordine hanno solo la consegna di fare in modo che non si verifichino colpi di testa tra appartenenti a varie etnie nella struttura. Lo stesso fatto di aver riaccompagnato alcuni immigrati della struttura è una scelta facoltativa, ma non obbligatoria. Induce a riflettere invece la lentezza della burocrazia nello smistamento degli immigrati nelle strutture ricettive abilitate in attesa che si completi l’iter per l’ottenimento dell’asilo politico.