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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:28 - Lettori online 1234
POZZALLO - 16/02/2011
Attualità - Pozzallo: il consigliere de Il Timone si rivolge al Ministro degli interni

Asta a Maroni: "Sul centro Com voglio spiegazioni". Al Cpa 200 immigrati

Il centro Com è difatti stato destinato anche a ufficio tecnico comunale, ufficio tributi, manutenzione, contenzioso e solo marginalmente a protezione civile, nonostante l’immobile fosse stato realizzato con la precisa finalità di esclusivo centro per la protezione civile
Foto CorrierediRagusa.it

Perchè il centro Com di protezione civile non è mai stato destinato esclusivamente per questa finalità? Il consigliere comunale de Il Timone Pino Asta (nella foto) rivolge la domanda direttamente al ministro degli interni Roberto Maroni dopo che l’interrogazione avanzata già nel 2007 all’amministrazione è rimasta lettera morta.

Asta si è difatti rivelato facile profeta, paventando le difficoltà alle quali si sarebbe andati incontro in caso di emergenza sbarchi, come quella di questi giorni che ha già saturato il centro di prima accoglienza del porto di Pozzallo, che ospita 254 immigrati rispetto al numero di 180 di capienza massima della struttura. Il centro Com è difatti stato destinato anche a ufficio tecnico comunale, ufficio tributi, manutenzione, contenzioso e solo marginalmente a protezione civile, nonostante l’immobile fosse stato realizzato con la precisa finalità di esclusivo centro per la protezione civile.

«L’interrogazione – scrive Asta – scaturiva dalla considerazione che la destinazione dell’immobile ad uffici comunali avrebbe impedito in caso di urgente necessità l’impiego dei locali per gli usi per cui era stato realizzato». Asta segnalava come il comune di Pozzallo è il secondo in Italia per approdo di clandestini provenienti con mezzi navali dalle coste del Maghreb e che, pertanto, la struttura sarebbe dovuta rimanere a disposizione della Protezione Civile pronta sia per le esercitazioni di rito che per le emergenze per le quali, come era prevedibile, il comune di Pozzallo si è dimostrato assolutamente impreparato, secondo la visione di Asta.

Nei comuni vicini - conclude Asta – i centri della protezione civile sono stati tutti attivati mentre per quello di Pozzallo non è stato possibile perché svuotato della sua originaria peculiarità, tanto che si è adesso alla ricerca nella cittadina marinara di possibili siti disponibili per l’accoglienza degli immigrati e per la gestione dell’emergenza. Asta si attende adesso da Maroni una soluzione al problema.

Intanto è sceso da 254 a poco meno di 200 il numero di immigrati stipati all’interno dell’ex Dogana del porto di Pozzallo, una struttura che ne può contenere 180. Una cinquantina di immigrati, che pare potrebbero richiedere lo status di rifugiati politici, sono difatti stati trasferiti in mattinata a Catania. A Pozzallo la situazione resta sotto controllo, ma, da un momento all’altro, potrebbe diventare insostenibile, alla luce dei probabili sbarchi che potrebbero succedersi.

Se da un lato la burocrazia rallenta la macchina organizzativa, ingrossando il numero degli osptiti del Cpa, da ieri è cominciato il malumore del primo gruppo dei 160 uomini arrivati a Pozzallo domenica, stanchi di aspettare all’interno della struttura portuale. Più volte, urla e schiamazzi sono stati percepiti anche da chi ha transitato sulla strada attigua al Cpa. La richiesta è sempre la stessa, andare via. Una cinquantina di loro stamani sono stati accontentati, con il trasferimento a Catania. Per gli altri, la risposta data ai migranti da funzionari della Questura di Ragusa e volontari della Protezione Civile è sempre quella, attendere.

In allerta, carabinieri e finanzieri sorvegliano che nessuno si renda protagonista di spiacevoli «colpi di testa». I volontari della protezione civile hanno nel frattempo previsto turni straordinari per l’intera settimana.
Ha collaborato CALOGERO CASTALDO