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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1231
PALERMO - 15/04/2015
Attualità - Il collasso della Catania Palermo: ipotizzata tra 3 mesi riapertura di una corsia

Delrio sul viadotto crollato: è da demolire

Sopralluogo del ministro Foto Corrierediragusa.it

Una commissione d´inchiesta, due anni per la ricostruzione del viadotto e una bretella per l´emergenza. Graziano Del Rio non ha perso tempo per il sopralluogo sul viadotto Himera ed ha voluto rendersi conto di persona della situazione. Dopo avere ascoltato con attenzione le relazioni di tecnici ed ingegneri dell´Anas il ministro ha confermato che entrambe le carreggiate dovranno essere demolite e non una sola come in un primo momento ipotizzato. I sondaggi effettuati già alla base dei piloni dicono che bisogna ricostruire 300 metri di ponte e cinque piloni che comporteranno dai 18 ai 24 mesi di lavoro e circa 30 milioni di euro di spesa. Per alleviare i disagi dei siciliani l´Anas pensa di realizzare nell´arco di tre mesi una bretella sulla provinciale 24 e la statale 120 che colleghi allo svincolo per Scillato. Il ministro ha confermato: "È la soluzione più semplice e più veloce, i tecnici di Anas sono molto tranquilli su questo perché parliamo di quasi tre Km di deviazione di cui 1 km e mezzo da sistemare".

Il ministro ha poi confermato di avere firmato il provvedimento per l´istituzione di una commissione d´inchiesta per il cedimento dell´Himera. Emergono comunque già dati allarmanti dalle relazioni che già dieci anni fa erano state redatte con tanto di fotografie dal servizio geologico della regione. Il viadotto Himera era già a rischio nel 2005 perchè lo scivolamento era già in atto per un fronte di 200 metri. Nessuno prestò attenzione, la relazione, primo pubblicata sul sito dell´assessorato all´Industria, finì in un cassetto e oggi tutti i siciliani pagano la "disattenzione" e la commissione d´inchiesta, semmai individuerà i responsabili, è veramente ben poca consolazione.

LA NOTA DELL´ASSOCIAZIONE ITALIANA ASSISTENZA CONSUMATORI EUROPEI
L’ Associazione Italiana Assistenza Consumatori Europei (Aiace) con il suo consigliere nazionale Angelo Giallongo è pronta a mobilitarsi e a chiamare a raccolta tutti i suoi aderenti se non verranno individuate, tempestivamente, soluzioni percorribili. "La vicenda dell’autostrada Palermo-Catania si legge nella nota - è solo l’ennesimo disastro del nostro territorio che si aggiunge al crollo, a Gennaio, del viadotto Scorciavacche sulla Palermo-Agrigento, salito alla ribalta delle cronache Nazionali per avere ceduto pochi giorni dopo la sua inaugurazione, e ancora, la notizia della cancellazione del raddoppio della Catania Ragusa, per non parlare delle opere «lumaca» (vedi Siracusa – Gela i cui lavori iniziarono negli anni settanta). A tutto questo va aggiunto il costo dell’energia elettrica alle stelle, l’esoso costo della benzina, nonostante ne produciamo il 5% del fabbisogno Nazionale, l’Imu agricola, ecc….

Le inefficienze e le negligenze di un «sistema» rischiano di ricadere sugli operatori economici dell’isola, dai produttori agricoli, ai commercianti, agli autotrasportatori. La chiusura dell´autostrada A19 rappresenta l´ennesima catastrofe, non possiamo permetterci il lusso di tenere chiusa a tempo indeterminato una delle principali vie di collegamento, anche i percorsi stradali alternativi individuati o non sono praticabili per i mezzi pesanti o allungano le tratte di percorrenza di molti km con un aggravio di costi insostenibile. In una regione, la Sicilia, già fortemente penalizzata per le croniche carenze infrastrutturali, sia stradali che ferroviarie - scrive Angelo Giallongo - le imprese subirebbero danni incalcolabili a cominciare dall´aumento dei costi di trasporto, e gli inevitabili ritardi, mettono a rischio i mercati di sbocco soprattutto per i prodotti deperibili come la frutta e verdura. Il Governo Regionale, il Governo Nazionale e l’Anas si passano la patata bollente a vicenda senza trovare soluzioni appropriate. Questo è il risultato di una classe politica totalmente inadeguata.

Notizia di queste ore: «Pare che dal DEF sia saltato fuori un «tesoretto» da 1,6 miliardi, se ciò è vero e reale, che vengano utilizzati immediatamente per l’A19» chiude con beffarda ironia la nota dell´Aiace.

L´INCHIESTA A CARICO DI IGNOTI
Scatta un´inchiesta a carico di ignoti della procura di Termini Imerese per disastro colposo in ordine alla frana che ha coinvolto l´autostrada. E´ quanto disposto dal procuratore Alfredo Morvillo. Intanto l´arteria resterà chiusa per tre mesi almeno con la riapertura, eventuale, solo ad una corsia. La Sicilia si appresta a vivere un´estate molto difficile sul piano dei trasporti con danni incalcolabili dal punto di vista economico, senza contare i pesantissimi disagi per gli automobilisti e gli autotrasportatori. La dorsale autostradale principale, Catania-Palermo, è interrotta a Tre Monzelli ed i tempi di percorrenza sono aumentati di un´ora attraverso una strada di montagna che si inerpica sulle Madonie e riscende verso Buonfornello, sul tracciato della vecchia targa Florio. Un disastro totale sul piano dei trasporti, del turismo e dell´economia. I più colpiti sono gli utenti che quotidianamente percorrono l´arteria e che da venerdì scorso sono obbligati all´uscita. Lo sanno già quanti dai comuni iblei si dirigono con i pullman dell´Ast verso Palermo. Le corse sono state rimodulate attraverso Agrigento e poi si immettono a Villabate, tempo di percorrenza in più di almeno 45 minuti. Peggio ancora per chi da Siracusa e Catania deve andare o tornare da Palermo. Bisogna percorrere la Catania Messina e poi la Messina-Palermo, 80 km in più, un´ora di percorrenza che si aggiunge alle due ore prima necessarie. Per non parlare dei camionisti che dovranno percorrere obbligatoriamente la Palermo-Messina e poi verso Catania con 32€ di pedaggio in più tanto da indurre già le associazioni di categoria a chiedere il passaggio libero sui tratti autostradali.

Sul fronte dei lavori le notizie non sono certo confortanti. Il viadotto Himera sta scivolando lentamente e dovrà essere abbattuto. La speranza è che si faccia al più presto ma i tecnici prevedono almeno tre mesi. Questo consentirebbe l´attraversamento dell´autostrada sul viadotto parallelo riducendo i disagi ma l´estate passerà e con questi tempi bisognerà fare i conti. Il presidente Crocetta ha chiesto l´intervento del Genio militare, procedure straordinarie e fondi speciali perchè rimettere in sesto tutta la zona dal punto di vista idrogeologico costerà 40 milioni. La Sicilia esce con le ossa rotte da questa ennesima vicenda e i tour operator cominciano già a fare un pensierino a vacanze alternative.