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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:53 - Lettori online 945
PALERMO - 07/11/2013
Attualità - Le marinerie siciliane devono percepire le indennità del 2012 e 2013

Fermo pesca, Assenza sollecita il pagamento 2012

«Anche le famiglie dei pescatori mangiano» –dice il deputato del Pdl- il governo regionale rispetti gli impegni»
Foto CorrierediRagusa.it

Anche i pescatori mangiano!». Giorgio Assenza (foto), deputato regionale del Pdl, affronta il delicato argomento del fermo biologico che vede i pescatori della provincia di Ragusa in attesa che la Regione autorizzi l’Inps a pagare gli arretrati.

«Ormai fanno fatica a mettere insieme il pranzo con la cena!»- afferma il parlamentare comisano riferendosi alle famiglie dei pescatori che, da un anno, non ricevono il pagamento del fermo biologico.

«Voglio sapere quali iniziative urgenti e di competenza intendano prendere il presidente della Regione e l’assessore di competenza, per soddisfare le promesse fatte ai pescatori – continua Assenza – Non ho dubbi che occorrano misure del genere per garantire la stessa continuità dell’attività che può esser garantita soltanto concedendo tregua ai banchi di pesce e non influendo così negativamente sul loro ciclo riproduttivo. Ma – prosegue Assenza – non possiamo aver la botte piena e la moglie (del pescatore) ubriaca: non è concepibile che il periodo di ferma, forzata se pur legittima, non sia risarcito a causa dei mancati incassi, con quelle forme previste dalle leggi».

Le marinerie siciliane non hanno ancora percepito il risarcimento del 2012 e mentre volge al termine anche quest’anno, è lecito pensare che altrettante ambasce dovranno sopportare per quello del 2013. «Bisogna subito riordinare il settore e garantire, non soltanto il pagamento di quasi due anni di arretrato – conclude Giorgio Assenza – ma anche la regolarità in sano automatismo non escludendo la possibilità di pagare il fermo biologico fin dalla sua attivazione periodica. Perché ho una notizia da dare alla giunta regionale: nessun decreto può obbligare le famiglie dei pescatori a non mangiare per un mese o oltre…».