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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 487
PALERMO - 06/10/2013
Attualità - Il presidente della Commissione regionale affonda il «bisturi» sulla Sanità

Sanità, Digiacomo "avvisa" Crocetta

Pesanti accuse contro «baronati» e alcuni policlinici «dove-dice- non mi farei operare neanche un callo». E sui criteri di scelta nuovi manager stimola l’assessore Borsellino. «Metodi ragionieristici e illogici per scegliere un direttore generale»
Foto CorrierediRagusa.it

Sul settore Sanità, il presidente della Commissione regionale Pippo Digiacomo non usa il bisturi ma il tritacarne. Per snellire le liste di attesa, ad esempio, serve una «cura da cavallo» non l’aspirina. Altro che tagli proposti dal governo Crocetta! Il primo «no» a questa idea arriva proprio dal presidente della Commissione Sanità all’Ars, il deputato Pippo Digiacomo. «Oltre ad annunciare un fermo «no» al provvedimento- anticipa Digiacomo- proponiamo di aprire i laboratori diagnostici anche la notte, nelle ore serali, per snellire le liste d’attesa e permettere agli utenti di poter ottimizzare le loro giornate». Sanità h24, dunque, con personale sanitario che lavora a turni, l’unico modo per aggirare l’imbuto delle lunghe liste d’attesa che penalizza i fruitori della sanità.

Bilancio sanitario è in avanzo di gestione, no ai tagli
Per essere più incisivo nel suo pensiero, Pippo Digiacomo ha convocato una conferenza stampa all’Ars e ha parlato di bilancio sanitario e di scelte politiche. Secondo il parlamentare non ci motivi per tagliare ulteriormente il budget sanitario. «Siamo passati – dice- da un disavanzo di un miliardo e 200 milioni di euro al pareggio, addirittura oggi abbiamo un avanzo di gestione. Questo nonostante la Sicilia continui ad essere in regime di «Piano di rientro» per mantenere l’Irap al massimo e accantonare così circa 500 milioni di euro che servono a coprire altri disavanzi. Dunque, la situazione finanziaria in campo sanitario è stata «aggiustata», eppure si continua a palare di tagli: per quel che ci riguarda in commissione ci opporremo a qualunque ipotesi di questo tipo».

Laboratori analisi aperti anche di notte per abbattere liste d’attesa
E dopo l’avvertimento lanciato all’esecutivo di governo, Dgiacomo rilancia: «Piuttosto, reinvestiamo l’avanzo in maniera utile: apriamo i laboratori anche la notte e diamo la possibilità ai cittadini di effettuare esami diagnostici in orari «nuovi». In questo modo si alleggerirebbero le liste d’attesa e andremmo incontro a molta gente che magari oggi per fare un esame è costretta a chiedere un giorno di ferie».

No all’accanimento contro le piccole comunità sanitarie, bisogna toccare i «baronati» e i Policlinici inefficienti
Fissati i paletti su certe decisioni di carattere finanziario-organizzativo, il presidente della Commissione ha di nuovo toccato il tasto delle denunce relative alle liste d’attesa al 118 e ai «baronati» intoccabili della Sanità. «Le denunce da sole non bastano, questo lo dico soprattutto al governo. Ci sono Policlinici con sale operatorie dove io non mi farei curare «neppure un callo»: perché su queste situazioni non c’è lo stesso accanimento che c’è stato per la chiusura dei punti nascita? Perché ci si è scagliati contro le piccole comunità e non sono mai stati toccati i baronati della sanità? E dal punto di vista dei rapporti Stato-Regione, perché non la smettiamo di obbedire a tutti i diktat che arrivano da Roma?».

Scelta nuovi manager, si stanno usando criteri ragionieristici, l’assessore Borsellino sia più decisa
Il parlamentare comisano non ha tralasciato niente, nella sua vulcanica conferenza stampa. Sui criteri di selezine dei nuovi manager delle Asp siciliane ha tuonato: «I criteri con cui si stanno valutando i candidati sono la prova di come in troppi casi si stia agendo in maniera ragionieristica, senza strategia: si può pensare di scegliere un manager in base a test di «logica», con domande come «quanti triangoli rientrano in un cerchio? L’assessore Lucia Borsellino è brava e capace, ma non è più un dirigente generale, oggi è assessore: le consiglio di essere più decisa. Spesso siamo stati d’accordo sugli obiettivi, ma se passano i mesi e non accade nulla, c’è qualcosa che non va».