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PALERMO - 16/04/2013
Attualità - Presentato a Palermo dall’assessore Nelli Scilabra l’Osservatorio regionale

Nasce progetto "Faro" per "illuminare"

Dopo 2 anni di lavoro della Rti capeggiata da Logos, illustrati i primi risultati dell’Osservatorio sulla Formazione professionale in Sicilia
Foto CorrierediRagusa.it

Il progetto «Faro» illumina la Formazione professionale, ma la Regione, sebbene la buona volontà della giovane assessore Nelli Scilabra (nella foto con Rosario Alescio), si muove ancora fra mille difficoltà. Dalle dichiarazioni della Cgil il mancato finanziamento dell’Avviso 20 provocherebbe entro giugno il licenziamento di 3.551 dipendenti della Formazione.

Le parole che Nelli Scilabra ha pronunciato nel suo intervento, da un lato mettono una pietra tombale sull’Avviso 20: «la Regione non finanzierà mai più bandi inutili come in passato», dall’altro rassicurano i formatori: «nessuno ha mai detto che la Formazione va chiusa, semmai va ricostruita con la collaborazione dei soggetti che ne fanno parte».

Fra tanta incertezza e incalzante pessimismo nasce il progetto «Faro» che la Logos ha presentato a Palermo presso la sede della Confindustria regionale proprio alla presenza dell’assessore Nelli Scilabra, delle parti sociali e degli enti partner come il Censis (Sergio Vistarini), Civita (Nanda D´Amore), Speha Fresia (Paola Parente) e Soluzione impresa (Massimo Plescia). Ha aperto i lavori Giovanni Catalano, direttore regionale di Confindustria Sicilia, il quale afferma di «condividere l’idea dell’Osservatorio inteso come strumento per riorientare le politiche della istruzione e della formazione mettendo al centro l’interesse del sistema produttivo isolano».

Rosario Alescio, presidente della Logos che da anni lavora al progetto "Faro" e che ora è a disposizione della Regione e del mondo della Formazione nella speranza di «illuminare» politici, dirigenti e burocrati nel tentativo di trasformare quello che è stato un apparato elefantiaco in un moderno ed efficiente contenitore che dia dignità alla Formazione e ai dipendenti e nel contempo formi giovani che cercano sbocchi nel mondo del lavoro.

Il Progetto "Faro" è una banca dati consultabile sul sito www.osservatorioformazionesicilia.it che mette a disposizione della Formazione un quadro conoscitivo dell’offerta formativa regionale; acquisisce gli elementi conoscitivi per valutare efficacia dell’offerta e la congruenza con i fabbisogni reali; conduce un’analisi con le esperienze di altre regioni italiani e Paesi dell’Ue; definisce le figure maggiormente richieste dal tessuto produttivo.

Il piano immediato della Regione prevede la riqualificazione del personale. Una parte dei 450 milioni di euro tolti all’Avviso 20 dovrebbero servire per riqualificare il personale dandogli un corrispettivo mensile che va dai 600 agli 800 euro; una sorta di una cassa integrazione, un vero e proprio ammortizzatore sociale. E dopo?

«Purtroppo- ha detto Nelli Scilabra- la Regione non ha mai razionalizzato la Formazione. Col risultato che in Sicilia ci sono circa 8 mila formatori, l’equivalente dei formatori di tutt’Italia. Il cambiamento è difficile, ma dobbiamo farcela tutti insieme».

Molto si attende dall’Osservatorio realizzato dal progetto Faro che è gà attivo. «Un progetto- ha detto il presidente di Logos Rosario Alescio- nato due anni fa con un appalto pubblico e costato mesi e mesi di raccolta e lettura dei dati. Da questo si deve partire per una innovazione profonda che salvi il meglio della formazione professionale e consenta una ristrutturazione del sistema finalizzata a far crescere la base produttiva dando maggiore qualificazione ai lavoratori e offrendo un futuro migliore alle nuove generazioni. Perché tutto ciò possa avvenire è necessario recuperare il senso civico, il senso di responsabilità e la competenza».

Per le parti sociali sono intervenuti Giusi Milazzo della Cgil, Giuseppe Franchina della UIl e Giorgio Tessitore della Cisl, il quale ha ricordato che «in Sicilia ci sono 264 enti e 8 mila formatori. La Regione apra subito un tavolo di confronto per difendere l’esistente ed evitare il conflitto sociale». Fra gli interventi, quello dell’avvocato Lupo, presidente dell’Ente bilaterale del turismo siciliano.