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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:11 - Lettori online 1795
PALERMO - 06/02/2013
Attualità - Braccio di ferro Regione Sicilia Usa sull’impianto satellitare

Crocetta revoca autorizzazione Muos

Durissimo il presidente della Commissione Sanità Digiacomo contro l’ambasciatore americano assente all’Ars. «Ha perso occasione per chiarire molti dubbi e sospetti. Il governo americano ha avuto comportamenti omissivi con la compiacenza di certi comparti regionali»
Foto CorrierediRagusa.it

Rosario Crocetta non vuol far l’americano! E trova in Pippo Digiacomo (foto), presidente della Commissione Sanità all’Ars, uno dei più ferrei sostenitori del no al progetto Muos che dovrebbe essere realizzato a Niscemi, nella terra dei carciofi, a 10 chilometri da Gela e a 10 da Vittoria, praticamente quasi in zona aeroporto Magliocco.

Il parlamentare comisano si mostra piuttosto stizzito per l’assenza dell’ambasciatore americano all’Ars, che avrebbe dovuto relazionare e chiarire molti dubbi sull’installazione del Muos in Sicilia e sui rischi della salute pubblica. «Era una buona occasione per gli Stati Uniti- dice Digiacomo- per chiarire la loro posizione e spiegare le loro intenzioni, ma l´hanno persa. Ci siamo tenuti in contato con l´ambasciatore degli Usa che ha temporeggiato e alla fine non si è presentato. Un fatto inquietante che alimenta ulteriormente i dubbi sulla bontà del Muos».

La Commissione sanità all’Ars che si è riunita il 5 febbraio ha discusso il problema alla presenza di esperti e docenti universitari sul rischio da inquinamento elettromagnetico del sistema di comunicazioni satellitari. Erano presenti, oltre al presidente Crocetta, l´assessore Lucia Borsellino e i commissari straordinari delle Asp di Ragusa (Angelo Aliquò), Catania (Gaetano Sirna), Caltanissetta (Vittorio Virgilio) e Agrigento (Salvatore Messina), sono stati invitati i professori Mimmo Fontana e Massimo Coraddu del Politecnico di Torino; Maria Brai, Luigi Zanforlin e Patrizia Libvreri dell´Università di Palermo; Agostino Monorchio dell´Università di Pisa; il presidente regionale di Legambiente Mimmo Fontana; Eugenio Cottone del Consiglio Nazionale dei Chimici di Palermo; il presidente nazionale dell´Adas Maria Falcone e il direttore generale dell´Enav Massimo Belizzi.

La giunta regionale ha dato in seguito l’avvio alla revoca delle autorizzazioni Muos. «Una mossa, quella dell´esecutivo siciliano, che tiene conto della mancanza di indagini preliminari circa le interferenze del Muos rispetto alla navigazione aerea dell´aeroporto di Comiso e, soprattutto, dell´assenza di studi sui danni arrecati alla salute dalle onde elettromagnetiche sviluppate dal sistema radar; tenuto conto, conclude una nota della giunta, "che la Marina militare Usa non ha ancora sospeso i lavori e che sussistono i motivi per la revoca delle autorizzazioni concesse».

Pippo Digiacomo è stato duro anche con certi comparti della Regione Sicilia, accusati di «avere avuto comportamenti omissivi proprio come il governo americano. E´ necessario sapere, ad esempio, perché, in assenza del parere dell’Arpa, sono iniziati i lavori del Muos. Qualcuno ha fatto finta di non vedere. Si ha la sensazione che si voleva fare passare sulla testa dei siciliani cose non ammissibili».


Indiani e cowboy...
07/02/2013 | 10.26.47
pippinu u schiettu

Solo mosse elettorali.
Pensate veramente che i cowboy, che si preparano all´assalto finale, si faranno mettere i bastoni tra le ruote?


Ottimo
07/02/2013 | 9.25.56
Chirone

Davvero ottimo. Speriamo che non si tratti del solito teatrino per ottenere qualcosa, e che la coerenza stavolta possa prevalere.
La salute prima di tutto, e il principio di cautela è un buon inizio.