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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 715
PALERMO - 16/02/2012
Attualità - Rapporto annuale 2011 "Il sud, i sud’’, presentato dalla Società geografica italiana.

Disoccupazione e mafie, il Sud è in affanno

Il divario tra tasso di occupazione medio dell’Ue (37,5 per cento) e quello del Mezzogiorno è di 20 punti percentuali

Disoccupazione al doppio rispetto al nord, pochi arrivi turistici, scarsa propensione all´export, carenze infrastrutturali e aumento di "emigranti precari", cioè di lavoratori meridionali che, perso il posto di lavoro al nord, tornano a casa. È un´area ancora in affanno quella meridionale, ma con tante eccellenze, diverse in ciascun territorio, da valorizzare: parte da questo presupposto il Rapporto annuale 2011 "Il sud, i sud´´, presentato a Roma dalla Società geografica italiana.

Per lo sviluppo del Sud serve uno "scatto" congiunto che coinvolga cittadini e classi dirigenti, ha affermato il ministro della coesione territoriale Fabrizio Barca. «Il sistema è bloccato – ha spiegato uno dei curatori del rapporto, Tullio D´Aponte - dobbiamo individuare la filiera che può risollevarlo».
Negli ultimi 5 anni, secondo la rielaborazione proposta dal Rapporto, il sud ha perso 143 mila occupati (il 2,2% o il 15,2% se si tiene in considerazione la classe di età 15-35 anni).

«Il divario tra tasso di occupazione medio dell´Ue (37,5%) e quello del Mezzogiorno è di 20 punti percentuali», si è tornati ai «livelli di 10 anni fa», con cali «più consistenti in Abruzzo, Campania, Puglia. Su 100 giovani, al centro nord sono attivi 84, al sud 60. Il tasso di disoccupazione raggiunge il 12,5% (5,9% al centro nord)».

EMIGRANTI PRECARI - Erano partiti soprattutto da Napoli, Palermo e Bari in cerca di un lavoro al nord, ma a causa della crisi, nell´ultimo anno, sempre più numerosi sono tornati a casa.

TURISTI – Forse è il dato che sorprende di più perché nonostante la corsa di province e comuni a proporsi alle varie Bit, spendendo fior di risorse, registra un misero risultato. Nell´ultimo decennio solo un turista in Italia su cinque il 18,2% si è recato al sud. Nel Mezzogiorno ha fatto tappa meno del 12% dei turisti stranieri. Il Rapporto suggerisce «l´istituzione di un´agenzia speciale per la promozione dell´offerta turistica» al sud.

MAFIA - La dimensione del giro d’affari nelle mani della mafia e’ enorme, se in Italia si conta un ‘fatturato’ annuo di 135 miliardi, con un utile netto di 70 miliardi pari al 7 per cento del Pil, solo in Sicilia la pratica del ‘pizzo’ si stima che valga 1 miliardo di euro. Dal lato del turismo sussiste un rilevante divario con il resto del Paese visto che nell’area meridionale si concentra solo il 18,2% degli arrivi complessivi, e meno del 12% degli stranieri. Di qui l’individuazione dell’esigenza di un coordinamento tra i diversi livelli istituzionali con l’istituzione di un’Agenzia speciale.

EXPORT - Asimmetrie anche rispetto alla propensione media all’export nel Mezzogiorno che negli ultimi anni e’ sensibilmente inferiore a quella nazionale 10,2% rispetto al 22,1% e particolarmente ampio risulta il divario con il Centro-Nord 25,5%.

INFRASTRUTTURE - L’incontrastata anomalia italiana dell’eccessivo sbilanciamento del traffico merci a vantaggio del movimento su gomma provoca ulteriori condizioni d’isolamento visto che la politica infrastrutturale ha privilegiato la ‘cura d’asfalto’. In questa ottica ipotesi di collegamento stabile con la terraferma per la Sicilia, del ‘Ponte sullo Stretto’, rappresentano «soluzioni onerose e insicure» laddove sembrerebbe piu’ opportuno pur capovolgendo le convenienze di mercato «invertire il senso di marcia dei progetti di ammodernamento della rete ferroviaria investendo massicciamente proprio nelle regioni meno dotate di infrastrutture. Anche le ‘autostrade del mare’ possono rappresentare «alternative sia in termini di riduzione dei costi globali del trasporto sia di impatto ambientale», suggeriscono i curatori del Rapporto, Ernesto Mazzetti e Tullio D’Aponte dell’Universita’ Federico II di Napoli.