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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 898
PALERMO - 25/10/2011
Attualità - Secondo il report della commissione di inchiesta sugli errori sanitari ci precede solo Calabria

Sicilia seconda regione per malasanità. I morti in corsia sono stati 66

Per l’assessore regionale alla Salute Massimo Russo si tratta solo di "disinformazione"
Foto CorrierediRagusa.it

La Sicilia è la seconda regione italiana per sospetti casi di malasanità. La commissione parlamentare d´inchiesta sugli errori sanitari, presieduta da Leoluca Orlando (IdV), ha presentato il report che raccoglie i dati sulle morti avvenute in corsia per presunti errori dei medici o per disorganizzazione del sistema: dall´aprile 2009 al settembre 2011 la commissione ha conteggiato, tramite denunce sui giornali o segnalazioni dirette, 91 casi di malasanità nell´Isola, di cui 66 con morte del paziente.

Solo la Calabria ha fatto peggio, con 97 segnalazioni e 78 decessi. La provincia di Ragusa con i decessi che si sono verificati nel corso degli anni presi in esame ha contribuito in modo corposo ad incrementare il dato regionale; i casi che hanno fatto scalpore solo questa estate sono stati infatti quattro.

Per l´assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, l’inchiesta di Orlando è solo "disinformazione": "Spieghi il presidente Orlando da quali fonti ha attinto i dati per stilare la sua classifica e con quale metodologia ha verificato i presunti casi di malasanità. Spieghi se ha semplicemente tenuto conto delle denunce dei cittadini che hanno trovato spazio sui giornali o se ha seguito il protocollo nazionale sugli "eventi sentinella".

Secondo i dati raccolti da Leolouca Orlano in Sicilia si contano 57 casi sospetti di errori fatti direttamente dai camici bianchi (di cui 39 mortali) e 34 casi dovuti alla criticità dell´intero sistema organizzativo della sanità (di cui 27 con morte del paziente). Il totale fa 91 casi, di cui 66 mortali. Dietro Calabria e Sicilia c’è il Lazio, con 51 casi di malasanità e 35 decessi. Da sole, queste tre regioni hanno quasi la metà del numero di errori sanitari del Paese.

Le regioni virtuose sono il Piemonte, con nove casi di cui quattro mortali, il Trentino-Alto Adige con un solo caso, il Friuli-Venezia Giulia e le Marche con tre errori sospetti. Nelle altre regioni del Nord i numeri sono di gran lunga inferiori con la Toscana con 29 casi, Veneto 23, Emilia Romagna 24.

Leoluca Orlando spiega la metodologia applicata nella raccolta dei dati :"Abbiamo raccolto le segnalazioni su questi presunti errori attraverso i giornali o segnalazioni che ci sono arrivate direttamente; l´elenco è tenuto non da burocrati ma dalla Guardia di finanza. Si tratta, comunque, sempre di casi sui quali sta indagando la magistratura. Quello che colpisce è che ad avere i dati peggiori siano le regioni sottoposte a piani di rientro. Segno che una maggiore spesa non corrisponde a un servizio migliore. Segno, inoltre, che i tagli fatti in questi ultimi anni non hanno colpito gli sprechi ma i servizi. Chiudere una sala operatoria in un ospedale a Palermo produce disservizi sopportabili, cosa diversa è tagliare e chiudere sale operatorie nell´entroterra, dove non ci sono altre strutture".

L´assessore Russo però non ci sta e critica la metodologia usata dalla commissione: "Ancora una volta Orlando dà un´informazione istituzionalmente non corretta che rischia di alzare polveroni mediatici».