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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 543
PALERMO - 07/08/2011
Attualità - Secondo la Giunta di governo contrasta con la legge regionale 6-2000

La Regione impugna il decreto "taglia presidenze"

Per il governo regionale è stato leso il principio costituzionale di leale collaborazione, essendo stata stabilita dal governo centrale

Il governo Lombardo impugnerà davanti alla Corte costituzionale la legge statale dello scorso luglio per la «razionalizzazione della spesa relativa all´organizzazione scolastica». Si tratta del decreto che ha accorpato scuole, tagliato presidenze e personale nell’ambito della cosiddetta razionalizzazione della rete scolastica, che ha sollevato proteste in tutti gli angoli dell’isola a cominciare dalla Provincia di Ragusa dove ben sedici scuole si sono trovate accorpate per effetto del decreto.

Il comma 4 dell´art. 19 violerebbe gli articoli 14 e 17 dello Statuto speciale per la Sicilia che attribuiscono alla Regione competenza legislativa primaria alla Sicilia in materia di scuola elementare e competenza concorrente in materia di scuola media e universitaria. «Dall´anno scolastico 2011/2012 – dispone l´articolo contestato – la scuola dell´infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado sono aggregate in istituti comprensivi, con la conseguente soppressione delle istituzioni scolastiche autonome costituite separatamente da direzioni didattiche e scuole secondarie di I grado. Gli istituti comprensivi, per acquisire l´autonomia, devono essere costituiti da almeno 1000 alunni...».

Questo articolo contrasta con gli articoli 2, 3 e 4 della legge regionale 6/2000 relative al dimensionamento delle stesse istituzioni ed al riconoscimento dell´autonomia scolastica e dell´attribuzione di personalità giuridica e che, inoltre, definiscono in maniera chiara le funzioni e i compiti della Regione. Per il governo regionale è stato leso il principio costituzionale di leale collaborazione, essendo stata stabilita dal governo centrale, «unilateralmente, la soppressione di autonomie scolastiche anche in Sicilia, senza la necessaria preventiva interlocuzione con la Regione, titolare di competenze proprie».