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PALERMO - 13/03/2011
Attualità - Palermo: la tragedia del Giappone riapre la discussione sul futuro energetico nella nostra isola

Lombardo: "Nucleare in Sicilia? Andatelo a fare altrove"

Nell’isola erano stati individuati quattro siti per possibili centrali, oggi si parla ormai di piccolo fotovoltaico

«Non esiste parlare di nucleare in Sicilia; vadano a farselo da qualche altra parte. Raffaele Lombardo ha le idee chiare sul futuro energetico in Sicilia e il dramma giapponese lo induce a riprendere la discussione su nucleare, fonti ed energie rinnovabili.
Dice il presidente della Regione: "Non ero pregiudizialmente contrario all´energia nucleare, ma, dopo quello che sta succedendo in Giappone con il pericolo reale di radiazioni, in una terra a rischio sismico altissimo come la Sicilia soggetta a terremoti, non esiste parlare di nucleare. Il governo nazionale punti sulle energie alternative, che non risolvono certo il problema energetico, ma dalle nostre parti e´ una grande risorsa per le famiglie. E ripristini gli incentivi, altrimenti ci sarebbe da fare una marcia su Roma".

Il presidente indica poi le priorità del suo governo: "Ho fatto la scelta di puntare sul piccolo fotovoltaico e di tagliare con l´eolico. Il grande fotovoltaico e l´eolico vogliono dire centinaia di milioni di euro di investimenti dove si può annidare il malaffare, la corruzione e la mafia. Aver puntato sul piccolo fotovoltaico, che non interessa nessun grande costruttore e nessun grande investitore, serve al portafoglio dei siciliani. Il governo nazionale la smetta di disincentivarlo, forse illudendosi di puntare sul nucleare".

Secondo uno studio, proposto nel 1979 e riproposto in tempi più recenti dall’ Agenzia nazionale per l’energia, in Sicilia sono state ipotizzate un paio di centrali nucleari. Tra i siti ideali vista la necessità di disporre di grandi quantitativi di acqua per le centrali erano state indicate quattro località siciliane; la fascia che va da Marina di Ragusa a Torre di Mezzo, la riviera di Gela, la fascia costiera di Mazara del Vallo e quella di Licata.

Un capitolo che sembra definitivamente chiuso alla luce della tragedia del Giappone per tutti i rischi che una centrale nucleare comporterebbe in un’area a forte rischio sismico come la Sicilia