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PALERMO - 17/08/2010
Attualità - Roma: la morte al policlinico "Gemelli"

Cossiga non ce l´ha fatta. Via mezzo secolo di politica

Le condizioni dell’ex presidente della Repubblica erano improvvisamente peggiorate. Il bollettino dei medici pubblicato dopo mezzogiorno parlava di "un quadro clinico di estrema gravità" Foto Corrierediragusa.it

E´ morto ieri alle 13.18 al Policlinico Gemelli il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga 1. Aveva 82 anni. Le condizioni dell´ex capo dello Stato, ricoverato dal 9 agosto, avevano subito un improvviso peggioramento questa notte. Il bollettino diffuso dai medici poco dopo mezzogiorno parlava infatti di "un quadro clinico di estrema gravità", in seguito a "un repentino e drastico peggioramento delle condizioni circolatorie che ha necessitato la ripresa di tutti i supporti vitali".

A provocare la morte una crisi cardiocircolatoria. All´origine sembra esserci stata la diffusione dalla sepsi, la grave infezione che, attaccando i polmoni, aveva causato un´insufficienza cardiorespiratoria e aveva portato Cossiga, per via di una ´fame d´aria´, a ricorrere alle cure dei sanitari.

Il quadro clinico nei giorni scorsi sembrava al contrario in graduale miglioramento: i medici avevano infatti accertato che l´ex Capo dello Stato riusciva a respirare da solo, dopo che erano stati ridotti i farmaci che lo tenevano sedato. In altre parole lo avevano staccato dalla macchina della ventilazione invasiva, verificando una lenta ma graduale ripresa della funzione del respiro.

Così il piazzale antistante il pronto soccorso del Gemelli, a una trentina di metri dalla porta rossa che divide il mondo dal reparto di rianimazione, stamattina si era rapidamente ripopolato degli amici del presidente emerito, dagli uomini della sua scorta ai suoi più stretti collaboratori come Paolo Naccarato, già sottosegretario alla presidenza del Consiglio con il governo Prodi ("Il vecchio leone tornerà a ruggire", aveva detto qualche ora prima di ferragosto).

Accanto al presidente emerito naturalmente innanzitutto i parenti, a cominciare dai figli Anna Maria e Giuseppe (sottosegretario alla Difesa).

Fonte: repubblica.it