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MONTEROSSO ALMO - 15/04/2013
Attualità - Nella cittadina montana continuano gli appuntamenti nella chiesa di S. Giovanni

Ammalati in preghiera davanti a reliquia di Giovanni Paolo II

La celebrazione eucaristica presieduta da don Nicola Iudica, vicario foraneo di Chiaramonte, con la partecipazione dell’arciprete, don Marco Diara, e del diacono Giovanni Agostini Foto Corrierediragusa.it

Sessanta ammalati si sono ritrovati nella chiesa di S. Giovanni (nella foto) dinanzi alla reliquia del sangue del beato Giovanni Paolo II. E´ stata una cerimonia speciale , animata dalla sottosezione Unitalsi i cui operatori hanno avuto cura di accompagnare i disabili, provenienti da Ragusa e Vittoria, e tutti coloro che, per malattie di vario genere, necessitavano di assistenza e avevano espresso la volontà di assistere alla toccante cerimonia religiosa. Quest’ultima, presieduta da don Nicola Iudica, vicario foraneo di Chiaramonte, con la partecipazione dell’arciprete, don Marco Diara, e del diacono Giovanni Agostini, è stata caratterizzata dal supporto musicale del coro parrocchiale di San Giovanni che ha «decorato» in maniera magistrale la «colonna sonora» della liturgia.

Gli operatori sanitari Unitalsi, con lo stendardo della sottosezione di Ragusa, hanno aperto in processione la santa messa nel corso della quale don Iudica ha ricordato la figura del beato Giovanni Paolo II. «Una figura – ha detto – che ha dato molto alla Chiesa e il cui esempio, ancora oggi, può servire per sostenere chi è sofferente e ha bisogno d’aiuto. Lo stesso «carisma» che caratterizza l’attività dell’Unitalsi».

Don Diara, inoltre, si è soffermato sull’attenzione che i devoti, i fedeli ma anche semplici curiosi hanno avuto nei confronti della reliquia. «Da giovedì scorso a oggi – afferma l’arciprete – abbiamo accolto migliaia di persone che sono arrivate nel centro montano da ogni parte della nostra provincia e della Sicilia sud-orientale. Presenze da Palazzolo, da Siracusa, da Acireale. Perfino da Messina. Un grande affetto quello che i devoti ancora nutrono nei confronti del Papa polacco. E non caso a molte delle loro figlie è stato imposto il nome Carola, a volere perpetuare in maniera duratura questo ricordo». I cinque giorni di presenza della reliquia del sangue del beato si concludono oggi. La reliquia già domani farà rientro in Vaticano, a Roma, da dove la stessa era stata condotta, giovedì scorso, nell’area iblea.


L´arrivo della reliquia
Tutta Monterosso Almo si è stretta attorno alla reliquia di Giovanni Paolo II. L’ampolla contenente il sangue del Beato Wojtyla, custodita in un’apposita teca sormontata da una statuetta della Madonna che sostiene la figura del Papa, a simboleggiare la devozione mariana del Pontefice polacco, è stata accolta da una folla festante all’ingresso del centro montano.

A fare gli «onori di casa» l’arciprete don Marco Diara che ha posto l’accento sulla straordinarietà dell’evento, stimolando i devoti ad una riflessione approfondita sull’esempio portato, durante la sua presenza in terra, dal successore di Pietro affinché lo stesso possa essere seguito dai rappresentanti della comunità. Sono stati i volontari Unitalsi, con la collaborazione dei quali è stato possibile realizzare il particolare evento religioso, a recare in processione la teca sino a quando la stessa, attraversando le vie del centro montano, non è arrivata sino al Santuario dell’Addolorata dove si terranno le manifestazioni in programma sino a lunedì 15 aprile.

«La cosa che in un certo senso mi ha stupito – afferma don Marco Diara – è avere notato una presenza così numerosa di fedeli. Ero consapevole che tutta Monterosso si sarebbe mobilitata per accogliere la reliquia. Ma molti devoti sono arrivati da varie parti della provincia. E qualcuno, addirittura, da fuori provincia. Questo vuol dire che il richiamo che riesce ad esercitare il beato Wojtyla è davvero fuori dall’ordinario». Il corteo, formato dai rappresentanti delle autorità civili e militari, si è mosso in pratica tra due ali di folla. Un momento emozionante, poi, è stato l’arrivo della teca nella piazza antistante il Santuario praticamente stracolma di gente. L’appuntamento è stato organizzato, tra l’altro, per celebrare il 25esimo anniversario dall’istituzione di questo speciale tempio di culto dedicato a Maria Santissima Addolorata con una carica devozionale davvero degna di nota. La reliquia, che è arrivata direttamente dal Vaticano, è stata spostata dalla teca e posta in uno speciale ostensorio dove rimarrà per tutta la durata della permanenza nel centro montano.

Sabato dopo la celebrazione eucaristica delle 9, si terrà, alle 10,30, la visita al Santuario dei ragazzi della scuola media. Alle 19, la celebrazione eucaristica sarà presieduta da padre Andrea Marchini. Ma il 13 aprile, a Monterosso Almo, è una giornata importante anche per un altro motivo. Infatti, sarà celebrata la 28esima edizione della Giornata mondiale della gioventù della Diocesi di Ragusa. Il tema sarà «Andate e fate discepoli tutti i popoli». L’organizzazione è a cura dell’Ufficio diocesano di Pastorale giovanile, delle quattro unità di Pastorale giovanile oltre all’equipe giovani di Azione cattolica.