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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 627
MONTEROSSO ALMO - 30/12/2010
Attualità - Monterosso: non piace il divieto del sindaco di affiggere manifesti o tazebao

Monterosso come la Brescello di Don Camillo e Peppone

In prima fila il coordinamento di Sinistra Ecologia e Libertà che si prefigge di mettere su un fronte comune con l’intento di costringere il Sindaco a revocare il suo atto

Nella cittadina l’ordinanza del Sindaco, Salvatore Sardo, con la quale è stato vietato esporre manifesti o tazebao se non nelle adiacenze le sedi dei partiti, delle associazioni e dei vari movimenti non è stata accolta con favore. Anzi, dopo l’ilarità del primo momento, si è subito accesa la polemica. In prima fila il coordinamento di Sinistra Ecologia e Libertà che si prefigge di mettere su un fronte comune con l’intento di costringere il Sindaco a revocare il suo atto. In discussione, per il coordinamento di Sel, la libertà di pensiero e di manifestare liberamente il proprio dissenso che andrebbe relegato solo in spazi ben precisi, a fronte di una consolidata tradizione locale di esporre manifesti e cartelloni nelle adiacenze di Piazza San Giovanni.

"Con questo atto d’inaudita intolleranza verso chi manifesta il proprio pensiero, si legge nel documento diffuso dal coordinamento di Sel, il primo cittadino ha avocato a sé soltanto la possibilità di esporre le comunicazioni ufficiali dell’Amministrazione in Piazza S. Giovanni. Un atto da podestà che evidenzia la sua scarsa attitudine a svolgere funzioni di rappresentanza democratica". Dopo l’attacco frontale al primo cittadino, il movimento politico si rivolge a tutti i partiti rappresentati in Consiglio Comunale, al Presidente del Civico Con secco, ai consiglieri, ai sindacati ed alle associazioni di intervenire in maniera diretta affinché il Sindaco receda.

«Chiediamo alle forze politiche e agli indipendenti rappresentati in Consiglio Comunale, questa la proposta, di prendere posizione, in una seduta straordinaria del Consiglio o nelle forme che riterranno opportune, sul tentativo di Sardo di mettere il bavaglio alla politica. Chiediamo che il silenzio faccia posto alla parola».