Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 14:58 - Lettori online 614
MODICA - 24/07/2010
Attualità - Modica: l’acqua non è clorata e potrebbe recare danno a chi non la bolle

A Modica bere l´acqua del rubinetto è molto pericoloso

Ci sono tutti i motivi per essere in allarme Foto Corrierediragusa.it

Bere l’acqua dal rubinetto è pericoloso per la salute pubblica. L’acqua non è clorata e potrebbe recare danno a chi non la bolle o comunque non prende le dovute precauzioni. Ci sono tutti i motivi per essere in allarme soprattutto per chi si disseta in un rubinetto pubblico, chi prende un bicchiere d’acqua al bar o soltanto dimentica che l’acqua non è clorata. I più a rischio gli anziani che hanno necessità soprattutto in estate di dissetarsi con frequenza e non fanno uso di acqua minerale.

L’amministrazione comunale non fa che emanare ordinanze di divieto dell’uso dell’acqua a fini potabili da due mesi a questa parte e l’ultima ordinanza riguarda le zone servite dal serbatoio di Costa del Diavolo e di Chirichiddi che riforniscono rispettivamente buona parte di Modica Alta, la zona di piazza Monumento in centro storico, ed il quartiere Dente oltre alla via Vittorio Veneto. Precedentemente era toccato ai pozzi di S. Pancrazio, S. Cuore e pozzo Battaglia che riforniscono tutta la parte residenziale e nuova del quartiere S. Cuore. Il problema sembra al momento di difficile soluzione e deriva dal rifiuto dei due addetti alla clorazione dell’acqua dei serbatoi di operare in ambienti non salubri ed igienicamente non protetti.

I due addetti hanno messo l’amministrazione con le spalle al muro nonostante alcuni lavori di urgenza siano stati effettuati per garantire le condizioni minime di sicurezza. Spiega Nino Cerruto, consigliere comunale (Una Nuova Prospettiva) »Le situazioni di criticità all’interno dei locali dove si pratica la clorazione permangono da decenni, ma solo recentemente le due unità addette hanno ritenuto manifestare, legittimamente, la propria protesta sino alle estreme conseguenze del blocco del servizio con grave pericolo per la pubblica incolumità. Infatti la mancata clorazione rende l’acqua attaccabile dai batteri e quindi potenzialmente inquinata e questo comporta pesanti conseguenze per la salute dei cittadini.

Né basta la semplice ordinanza per tutelare la collettività, perché dopo tutto questo tempo molta gente ha già dimenticato che l’acqua non può essere utilizzata per uso potabile» Per Nino Cerruto bisogna a questo punto ricorrere ad una campagna di informazione capillare e diffusa in tutti i quartieri della città con manifesti murali ed annunci per mettere in guardia residenti e non. L’amministrazione dal suo canto ha affrontato il problema dopo avere provveduto a rendere i locali dei serbatoi sicuri. La prossima mossa del sindaco è quella di affidare il servizio ad una ditta esterna ma sulla sua strada c’è la necessità di reperire risorse sufficienti visto che a palazzo S. Domenico l’acqua è quasi alla gola.