Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 834
MODICA - 21/07/2010
Attualità - Modica: la vicenda dei rifiuti organici nello specchio d’acqua tra Marina e Maganuco

Chiazze in mare, esposto denuncia del comune in procura?

Il comune di Modica sta soffrendo gravi danni all’immagine per via delle macchie che hanno infastidito più di un bagnante. Controlli della guardia costiera

Potrebbe quasi certamente sfociare in un esposto denuncia alla procura da parte dell’amministrazione di palazzo San Domenico la problematica delle chiazze scure che inquinano il tratto di mare prospiciente Marina di Modica e Maganuco. Molto dipenderà dai controlli in corso, da parte della guardia costiera, in questi giorni di caldo torrido che invogliano i bagnanti a tuffarsi in un mare non proprio blu.

Il comune di Modica sta soffrendo gravi danni all’immagine per via delle macchie che hanno infastidito più di un bagnante. Senza contare le perdite economiche e le probabili beghe legali che potrebbero scaturire da questa problematica, se qualche villeggiante dovesse accusare dei problemi di salute dopo un tuffo tra le chiazze scure. Non è troppo lontano nel tempo, difatti, il caso dei bambini colpiti da gastroenterite, dopo aver bevuto acqua marina mentre nuotavano. E anche in quel caso, circa tre anni fa, le chiazze c’erano. Allora nessuno sporse denuncia, ma adesso le cose potrebbero cambiare.

Ecco perché la giunta intende cautelarsi, facendo finire la vicenda sulla scrivania del procuratore capo Francesco Puleio. I sospetti sui possibili responsabili di questo inquinamento marino non mancano, e sono stati esplicitati nel corso della conferenza di servizio promossa ieri a palazzo San Domenico dall’assessore all’ecologia Tiziana Serra, dopo le veementi lamentele dei bagnanti, allarmati per la loro salute e per quella dei loro bambini. A questo proposito, la Serra ha tenuto a sottolineare che non si corrono rischi seri per la salute. L’assessore ha scoperto l’acqua calda, tanto per restare in tema.

É fin troppo chiaro, difatti, che le chiazze scure non sono di certo scorie radioattive o scarti di petrolio o di altri derivati. Il «profumo» e il colore lasciano presupporre ben altra provenienza. Si tratterebbe di rifiuti organici, tanto per essere chiari. Un dato confermato anche dagli esami di laboratorio effettuati all’Arpa di Ragusa sui campioni di acqua inquinata e schiumosa, prelevata nel tratto di mare interessato.

E proprio sullo svuotamento delle fosse biologiche di stabilimenti balneari grandi, medi e piccoli, si sta concentrando l’attenzione della guardia costiera, che sta procedendo a controlli certosini. Senza tralasciare i pozzi neri di abitazioni private o anche navi di passaggio che potrebbero svuotare le stive in mare aperto, anche se queste ipotesi appaiono improbabili. Sembrerebbe «assolto», almeno per il momento, il depuratore di Sampieri, visto che l’assessore comunale all’ambiente di Scicli Vincenzo Iurato ha fatto sapere che due vicini e grossi stabilimenti balneari convogliano i reflui fognari, e non solo, nell’impianto di depurazione di contrada Arizza, bypassando quello di Sampieri, che sarebbe risulterebbe inadeguato a smaltire tutti i rifiuti organici.

D’estate la popolazione delle frazioni rivierasche aumenta in maniera esponenziale, mettendo a dura prova l’impianto. Saranno comunque i controlli della guardia costiera ad accertare questa circostanza, chiarendo altresì dove gli altri stabilimenti convoglino i rispettivi reflui. La guardia costiera informa poi con una nota di aver a suo tempo esortato i comuni costieri a controllare lo stato di efficienza dei rispettivi impianti di depurazione. Non è dato sapere se questi accertamenti siano stati effettuati da tutte le amministrazioni comunali.

Ecco perché la guardia costiera sta passando al pettine fitto anche i depuratori, al fine di individuare eventuali omissioni. In altre parole, che vi siano delle responsabilità sulla comparsa, guarda caso sempre in coincidenza della stagione estiva, delle chiazze in mare, è un fatto oramai assodato. Bisogna adesso stabilire di chi siano queste responsabilità. Sulla base di ciò, il comune valuterà l’opportunità d’inoltrare l’esposto querela alla procura per i danni all’immagine e per le perdite economiche scaturite dalla condivisibile scelta di alcuni bagnanti, che, schifati dallo stato del mare, migrano verso altri lidi.

Oltre alla Serra, che ha fatto gli onori di casa, e a Iurato, erano presenti ieri alla conferenza di servizio anche Marco Nanì, presidente provinciale della commissione consiliare territorio ed ambiente, il capitano di vascello Maurizio Scrima della Capitaneria di Porto di Pozzallo, la direttrice dell’Arpa di Ragusa Lucia Antoci, Giovanni Aprile in rappresentanza dell’Asp 7, il dirigente del settore ecologia del comune di Modica Giorgio Muriana e il tenente dei vigili urbani Rosario Cannizzaro. Si attendono a questo punto gli esiti dei controlli della guardia costiera sugli impianti di depurazione e sui centri balneari per decidere sul da farsi.


Avvio attività di controllo e prevenzione scarichi anomali lungo il litorale ibleo

L’assessorato provinciale al Territorio, Ambiente e Protezione Civile avvierà anche quest´anno, un´attività di controllo e monitoraggio finalizzata all´individuazione di possibili fonti di inquinamento lungo il litorale ibleo. Il monitoraggio sarà attuato in collaborazione con la struttura territoriale dell´Arpa Sicilia e dall´ Asp di Ragusa e l´assessorato al Territorio e Ambiente contribuirà mettendo a disposizione dei tecnici i mezzi nautici in dotazione.

«Rinnoviamo ancora una volta il nostro impegno a sostegno della difesa e tutela dei nostri mari - spiega l’assessore Mallia - e accogliamo anche le numerose segnalazioni pervenute dalla Capitaneria di porto e da privati cittadini, relative alla presenza di scarichi anomali lungo il litorale ibleo. L´attività prevede una perlustrazione via mare dell´intera costa nonché operazioni di prelievo volte ad esaminare la qualità delle acque. Come più volte ribadito - continua Mallia - questo Ente intende portare avanti tutte quelle azioni necessarie, per tutelare il nostro ambiente, ma, soprattutto, la salute pubblica.

L´attività che verrà messa in campo ci permetterà non solo di effettuare le dovute analisi che accertino lo strato di salute delle acque ma anche ad individuare, lungo il litorale, la presenza di scarichi anomali o di falle ai sistemi depurativi, spesso causa della presenza di strane chiazze in mare. In questo modo - conclude Salvo Mallia – sgombreremo il campo da ogni dubbio una volta per tutte e intervenendo tempestivamente laddove vengano riscontrate eventuali anomalie.