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MODICA - 05/07/2010
Attualità - Modica: l’ex assessore provinciale e sindacalista e deceduto all’età di 57 anni

L´aula di una scuola africana in memoria di Giorgio Antoci

Antoci ha lasciato le sue memorie scritte con estrema lucidità, in maniera dettagliata, comprendendo addirittura il brano della Bibbia da leggere e i canti da intonare per i suoi funerali Foto Corrierediragusa.it

Oltre che nel cuore dei suoi cari e di quanti gli hanno voluto bene, la memoria di Giorgio Antoci rivivrà anche in Africa, dove gli sarà intitolata un’aula della costruenda scuola di Muhanga, per portare l’alfabetizzazione laddove la vita quotidiana è molto più difficile rispetto alla nostra. E’ il gesto della famiglia Antoci per onorare il senso pratico che ha sempre contraddistinto Giorgio, anche nelle ultime settimane di vita.

Antoci ha lasciato le sue memorie scritte con estrema lucidità, in maniera dettagliata, comprendendo addirittura il brano della Bibbia da leggere e i canti da intonare per i suoi funerali, celebratisi nel Santuario della Madonna delle Grazie. Lo splendido e luminoso tempio non ha potuto contenere la folla commossa che ha voluto rendere l’ultimo saluto ad un uomo, che, pur essendosi allontanato dall’ambiente politico da quasi un decennio, per dedicarsi all’attività sindacale e alla gestione del suo amato agriturismo, era rimasto nel cuore della gente.

Presenti alle esequie, oltre a parenti ed amici, anche il sindaco Antonello Buscema, in forma privata, nonché esponenti politici provinciali e comunali. E poi decine di agricoltori, per i cui diritti Antoci si era battuto negli ultimi anni alla guida della Cia, prima, e dell’Unsic poi, in qualità di segretario provinciale. Un compito adesso portato avanti dal figlio Tino, che, assieme al fratello Luca, ha portato a spalla la bara del padre.

Il feretro è stato accolto all’esterno da un composto battito di mani, lo stesso che ha suggellato la breve ma intensa lettura sugli ultimi giorni di vita del padre da parte della figlia maggiore Maria Grazia, che, con la voce rotta dalla commozione, ha tracciato un breve ritratto del padre. Un uomo dal carattere spigoloso, ma dalla grande umanità, che era riuscito a realizzare la maggior parte dei suoi sogni nel cassetto, come lo stesso Giorgio Antoci aveva confidato al parroco, don Umberto Bonincontro, che ha concelebrato la messa assieme ai sacerdoti Mario Martorina, della comunità di San Filippo, e Salvatore Giordanella, della parrocchia del Sacro Cuore.

Giorgio Antoci, assessore provinciale allo sviluppo economico, prima, e alla viabilità, poi, dal 1994 al 2000, si era in seguito dedicato all’attività sindacale, realizzando al contempo l’agriturismo «Monte», nel cuore dell’altopiano modicano, che gestiva con cura quasi maniacale, amando il contatto diretto con la natura, di cui ringraziava Dio. Proprio la strada della fede Giorgio Antoci aveva ricominciato a percorrere da un paio d’anni a questa parte, dopo la diagnosi della malattia.

«Una fede che per un po’ di tempo se n’era andata – come ha scritto lo stesso Antoci nelle sue memorie – pur permanendo però un dialogo intimistico con Dio». Don Umberto, a chiusura della sua omelia, ha ricordato che Giorgio Antoci aveva negli ultimi tempi riscoperto la Bibbia, di cui leggeva ogni giorno numerosi passi, per prepararsi a lasciare questa vita, nel segno della ritrovata fede cristiana.

(Nella foto i figli di Giorgio Antoci Tino e Luca portano a spalla il feretro del padre al termine del funerale. TUTTI I DIRITTI RISERVATI - RIPRODUZIONE VIETATA)

IL RICORDO DI GIORGIO ANTOCI NELLE PAROLE DELL´EX ASSESSORE PROVINCIALE LUIGI D´AMATO

Caro Giorgio,

ho appreso con immensa costernazione della Tua prematura dipartita e sebbene avevo appreso qualche mese fa della battaglia che stavi conducendo, la notizia funesta mi ha scosso profondamente.

Nutrivo, infatti, la speranza che essa potesse essere da te vinta come tante altre. Ma i disegni Divini non ci appartengono e, pertanto, non ci rimane che accettarli con rassegnazione. Ti ho conosciuto in occasione della nostra esperienza comune presso l’Amministrazione Provinciale e con te, assieme agli altri colleghi, ho condiviso le preoccupazioni ma anche i risultati ottenuti in quegli anni.

Risultati di cui sei stato attento protagonista e scrupoloso Amministratore. Non dovrò di certo essere io a ricordare l’uomo pubblico che sei stato, chi ti ha conosciuto non potrà che concordare con me sulla tua serietà e sull’impegno che hai profuso durante il tuo incarico.

Consentimi di ricordarti, però, per la tua personalità umana, per l’uomo «Giorgio» che ho avuto il piacere di conoscere. Di te conserverò i tratti gentili che esprimevi in ogni occasione ed il sorriso che ti apparteneva. Ti ringraziamo per il tuo impegno e per quello che hai fatto per la Comunità Provinciale.

Ai tuoi cari le mie più sentite condoglianze.

Luigi D’Amato