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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 975
MODICA - 30/06/2010
Attualità - Modica: le perforazioni sono state autorizzate a sette chilometri dalla costa

Concessioni petrolifere sulla costa iblea, Sampieri dissente

Non pare che l’argomento sia all’ordine del giorno della politica e degli amministratori locali Foto Corrierediragusa.it

Il mare antistante la costa iblea è sempre più appetito dalle compagnie petrolifere. Altri due permessi sono stati infatti concessi dal ministero delle attività produttive per avviare le ricerche al largo della costa di Marina di Ragusa e di Pozzallo. Le perforazioni sono state autorizzate a sette chilometri dalla costa e sarà la Peal Petroleum a gestirle. Queste concessioni si aggiungono a quella già autorizzata allo società «Sviluppo risorse naturali» che potrà sondare il mare nell’intero arco di costa da Scoglitti a Marina Marza.

Alla luce di quanto è avvenuto nel golfo del Messico con il pozzo della Bp che continua a riversare milioni di barili al giorno di greggio in mare è bene porsi alcune domande sullo sviluppo che si vuole dare a questa parte della Sicilia, all’opportunità di continuare nell’attività di perforazione a mare, alle fonti energetiche su cui l’Italia vuole puntare per il suo futuro e soprattutto a come coniugare sviluppo ed ambiente.

Non pare che l’argomento sia all’ordine del giorno della politica e degli amministratori locali come se queste decisioni prese a in sede centrale e calate dall’alto non riguardassero una provincia che dice di puntare su ambiente e turismo. L’unica voce dissenziente è quella apparsa nel fine settimana a Sampieri con uno striscione esposto (nella foto) a monito e riflessione per quanti hanno tempo e voglia di pensare. Queste stesse, legittime, domande sono poste anche dal circolo «Il Carrubo» di Legambiente che ha segnalato i pericoli derivanti da una eventuale attività di estrazione del greggio.

«Il gioco – dice Legambiente– non vale la candela. Visto che dopo la prima fase di indagini geofisiche, se positive, si passerà alle perforazioni di pozzi a mare, invitiamo tutti i comuni, la provincia, le associazioni di imprenditori e associazioni di cittadini a opporsi, presentando osservazioni alla Valutazione di impatto ambientale e mettendo in opera tutte le iniziative possibili per far desistere il ministero delle Attività produttive».