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MODICA - 27/06/2010
Attualità - Modica: rassegna cinematografica nell’atrio di palazzo S. Domenico

Il disagio mentale nelle arti visive in un progetto dell´Asp

Tre appuntamenti con film e cortometraggi di giovani autori contemporanei

Una riflessione sui temi della salute mentale attraverso una rassegna cinematografica. L’iniziativa è stata presentata nell’atrio di palazzo S. Domenico da Francesco Sanfilippo, direttore del dipartimento della salute mentale della Asp 7, dalla sociologa Alessandra Barone e dal curatore della manifestazione Francesco Lucifora.

Presenti anche il sindaco Antonello Buscema, l’assessore Enzo Scarso ed il direttore sanitario della Asp di Ragusa, Pasquale Granata. Dice la sociologa Alessandra Barone» Vogliamo utilizzare un canale a forte impatto emotivo come quello delle arti visive per descrivere l’importanza della prevenzione, la possibilità della cura e l’enorme potenziale della riabilitazione nel disagio mentale».

Giorgio Pace, sovrintendete della Fondazione Teatro Garibaldi da parte sua ha annunciato un rapporto di stretta partecipazione con il dipartimento di salute mentale.» Come teatro –dice Giorgio Pace- siamo chiamati a contribuire ad un percorso complesso, che mira ad eliminare i pregiudizi e ad abbattere le barriere nel rapporto con il disagio mentale e, a maggior ragione perché esso va diffondendosi con preoccupante incidenza tra i giovani, sentiamo nostra la responsabilità di aiutare il Dipartimento ad uscire dalla sola realtà ambulatoriale per poter dare finalmente risposte culturali a quello che è a tutti gli effetti un disagio al livello sociale».

La serata si è aperta con una proiezione dei video della mostra curati da giovani artisti e registi emergenti che, ognuno per la sua parte, approfondiscono un tema. Gli altri appuntamenti sono previsti nei primi tre venerdì di luglio.

Il primo sulla patologia del disagio con la proiezione di «Il papà di Giovanna» di Pupi Avati e «L’uomo perfetto» di Ivano Fachin. Seguirà il 9 luglio il tema degli interventi terapeutici integrati con «Prendimi l’anima» di Roberto Faenza ed il cortometraggio «L’altra metà» di Pippo Mezzapesa. La rassegna si chiude sul percorso di guarigione con «Si può fare» di Giulio Manfredonia» ed il cortometraggio di Guglielmo Manenti «Chi ha incastrato Marco Cavallo».