Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 510
MODICA - 06/06/2010
Attualità - Modica: lo scottante tema dibattuto tra due gruppi con un comitato scientifico a presiedere

La dignità del morire, al Campailla è "disputatio"

Il progetto è stato voluto dalla camera penale di Modica e dal liceo classico
Foto CorrierediRagusa.it

Due gruppi di lavoro a confronto ed un comitato scientifico con funzioni giudicanti. La «disputatio» sul tema della dignità del morire ha animato il progetto promosso dalla Camera penale presso il tribunale di Modica, presieduta da Salvatore Poidomani, e gli studenti delle ultime classi del liceo Tommaso Campailla.

Il progetto ha preso le mosse dall’esame del caso Englaro e dal caso Welby che ha coinvolto l’attenzione e la curiosità degli studenti che insieme ai loro docenti di diritto, Raffaele Celestre e Paolo Castello, hanno successivamente approfondito la ricerca, studiato la legislazione esistente, esaminato i casi offerti dalla cronaca sull’eutanasia ed il diritto alla morte.

Un progetto che si è protratto per cinque mesi, ha visto un coinvolgimento attivo ma anche emozionale,coordinato da Daniela Coria che ha messo a disposizione la sua esperienza e le sue competenze di legale per un tema difficile ed ancora irrisolto. Il comitato scientifico è stato formato dal magistrato Michele Palazzolo, da Michele Sbezzi, presidente della scuola di formazione della camera penale di Ragusa e Modica, da Santo Milardi, dirigente ,medico del reparto di anestesia e rianimazione al Maggiore di Modica.

Gli studenti del gruppo «Cum grano salis» hanno affrontato il tema della morte da un punto di vista strettamente giuridico analizzando la ancora scarsa legislazione e le implicazioni etiche nel momento in cui il medico deve decidere se staccare o meno la spina dalla macchina che tiene in vita il paziente. «Peto ius», il secondo gruppo di lavoro, ha invece dato una lettura più sociale ed etica del problema. Dalle relazioni è emersa comunque la necessità di una legge che dia un codice etico professionale a medici e legali.

Per Michele Palazzolo, che ha concluso i lavori del seminario, bisogna affermare la supremazia dell’uomo sul diritto perché la legge è al servizio dell’uomo. Agli studenti del «Campailla» sono andati i complimenti di Michele Sbezzi che ha apprezzato il lavoro ben argomentato ed informato su un tema complesso.

(Nella foto: il comitato scientifico con alcuni studenti)