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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 852
MODICA - 31/05/2010
Attualità - Modica: l’esperimento nel tratto superiore non entusiasma i modicani

Corso Umberto I chiuso o no? Buscema batte i pugni

Giancarlo Palazzolo a nome di una sessantina di operatori commerciali: "Intendiamo precisare che non siamo contrari alla designazione di una parte pedonale, ma con i dovuti accorgimenti"
Foto CorrierediRagusa.it

Il gruppo promotore del "No" all’isola pedonale tira le somme di questo primo mese di sperimentazioni. Dice Giancarlo Palazzolo a nome di una sessantina di operatori commerciali: «Intendiamo precisare che non siamo contrari alla designazione di una parte pedonale, anzi la stimiamo con interesse; ma siamo contrari alla chiusura al traffico della parte cruciale del tratto basso del Corso Umberto e senza prima aver provveduto alla organizzazione di servizi adeguati.

La scelta improvvisa dell´amministrazione di intraprendere questa cosiddetta "fase di sperimentazione", senza neanche confrontarsi con le parti interessate, ci è sembrata solo insensibilità. Il pezzo di strada che usualmente si è usato chiudere per la passeggiata è come un "ponte" fra la parte vecchia e le altre parti della città. Non è un´isola e non può esserlo. Non vi si può girare attorno, tranne uscendo dal centro urbano e girando dalla Mista o dal Ponte Guerrieri. Senza voler assurgere alla perizia di urbanisti il nostro gruppo, vuole far notare che isola pedonale contiene in sé il senso di una zona chiusa al traffico, ma che per definizione è "bagnata" tutt´attorno dal "flusso" del traffico, come avviene in tutte le altre città.

Non è l´interruzione di tot strade e del loro punto di confluenza; oltre a tutte le traverse che vi insistono. Dove si è sperimentata già da tempo la chiusura al traffico, senza provvedimenti e servizi di supporto, la semplicistica iniziativa si rivela ovunque dannosa e soprattutto inutile, desertica». Il comitato non si esprime sulla chiusura del secondo tratto di corso Umberto, quello che va dalla chiesa di S. Pietro fino alla confluenza della via Fratantonio che si è rivelata un autentico flop. Domenica sera infatti poche decine di persone hanno passeggiato, o meglio attraversato, la strada decretando di fatto il fallimento di questa sperimentazione.

L´OPINIONE DEL SINDACO BUSCEMA
Il sindaco Antonello Buscema dice la sua. Le polemiche sull’isola pedonale, la spaccatura esistente in città tra favorevoli e contrari, tra commercianti ed associazioni, tra automobilisti e residenti, ha indotto il sindaco, da buon padre di famiglia, a fare il punto della situazione; a mettere le cose in chiaro, a dar forza alla sua idea di sviluppo, al suo progetto per un città più vivibile nel rispetto degli interessi legittimi di tutti.

Il sindaco dice la sua «Innanzitutto ribadisco che la decisione non è stata presa senza ascoltare nessuno; ci sono stati incontri e dibattiti dai quali è emerso che c’è un sentire comune favorevole ad ampliare il numero di ore della chiusura al traffico di corso Umberto. E’ miope valutare gli effetti positivi o negativi della pedonalizzazione del Corso nel brevissimo periodo. Essa va vista come un investimento sulla vivibilità e sulla bellezza del nostro centro storico e come ogni investimento va valutato nel medio e lungo periodo.

Se qualcuno si aspetta che appena si crea l’isola pedonale, immediatamente questa si riempie di famiglie a passeggio e di turisti rimarrà certamente deluso, avendo scambiato il punto di arrivo con quello di partenza. Così come non mi sembra molto lungimirante valutare gli effetti sulle attività commerciali dal numero di scontrini che si staccano lo stesso giorno in cui la sperimentazione inizia, dimenticando che la pedonalizzazione dei centri storici, in tutte le città a vocazione turistica o che ambiscono ad esserlo, ha rappresentato un opportunità unica ed un arma formidabile per aumentare nel medio e lungo periodo l’affluenza di visitatori. con innegabili vantaggi soprattutto per gli esercizi commerciali».

Buscema risponde così a chi ha fatto notare l’assoluta mancanza di gente nella serata di domenica, giornata di «esordio» dell’isola pedonale nella parte alta di corso Umberto. Il messaggio del sindaco è di avere pazienza ed attendere che l’esperimento faccia il suo corso e fa riferimento anche ad un dato storico. Precisamente agli inizi degli anni 60’ quando fu aperto il ponte Guerrieri che sollevò una guerra in città da parte dei commercianti che premevano per la mancanza di introiti da parte di camionisti e macchine non più transitanti per il corso.

Riflette Antonello Buscema «Se leggiamo le cronache del tempo, ci accorgiamo che personaggi, motivazioni, virulenza delle argomentazioni, valutazioni politiche ed elettorali sono incredibilmente sovrapponibili». Il sindaco non vuole estremizzare il dibattito e si pone in una posizione di ascolto «Non voglio esasperare gli animi, non abbiamo bisogno di vincitori e tantomeno di vinti» Mi interessa ribadire la bontà della scelta politica che è quella di muoversi, seppur sperimentalmente, nella direzione di liberare il centro storico dal traffico e dall’inquinamento per un maggior numero di ore.

Mi rendo anche conto – dice il sindaco- che la valorizzazione del centro storico non può passare per la chiusura del traffico che rappresenta un presupposto necessario, ma può rivelarsi inadeguato se non accompagnato da una programmazione complessiva che riguardi anche provvedimenti inerenti la viabilità, i parcheggi nonché spettacoli e iniziative di intrattenimento Ne sono convinto ed abbiamo cercato in queste settimane di organizzare qualche evento, il prossimo sarà il pane più lungo del mondo; mentre nel settore della viabilità stiamo cercando di riaprire il parcheggio di Viale Medaglie d’Oro con relativi bus-navetta».

Per il sindaco non ci sono dunque vie d’uscita la valorizzazione della città, dei suoi monumenti passa soprattutto per il centro storico. «Dobbiamo operare le scelte giuste- dice Antonello Buscema- Non andare contro nessuno ma cercare il bene comune, anche di coloro che oggi guardano con diffidenza alle scelte che abbiamo fatto».

CORSO UMBERTO I CHIUSO AL TRAFFICO? UN´ISOLA DESERTA
Più che un’isola pedonale è un’isola deserta. La sperimentazione nella parte alta di corso Umberto, dalla chiesa di S. Pietro alla intersezione con la via Frantantonio, non riscuote successo tra i modicani. Sarà stata la novità, sarà stata la difficoltà di arrivarci, sarà stata la pigrizia, ma non ha funzionato.

Poche decine di persone, qualche movimento è stato registrato solo fino a quando sono rimaste le bancarelle della fiera dell’antiquariato. Esperimento da rivedere? Forse è chiedere troppo al sindaco che difende la scelta dell’amministrazione, a prescindere, rispetto a due settimane fa quando restò chiuso il tratto da piazza Monumento a piazza Rizzone «Non si tratta di una marcia indietro. Per noi la chiusura del corso è fondamentale per garantire maggiore vivibilità; abbiamo concordato nuovi orari e nuovo percorso con i commercianti nell’ottica della collaborazione».

Il comportamento del sindaco non convince Michele D’Urso, consigliere comunale del Pd «Queste decisioni estemporanee non servono a nessuno. La chiusura del corso Umberto è un fatto delicatissimo perché attiene alla vita ed alla economia del centro storico. Ecco perché noi del Pdl chiediamo un piano generale, un progetto di ampio respiro che inquadri il problema in un’ottica molto più completa.
Questa isola pedonale sfugge a qualsiasi programmazione e non convince non solo nel merito ma anche nel metodo perché non è stata condivisa. Il Pdl chiede di essere coinvolto dall’amministrazione perché ha le sue proposte da avanzare, vogliamo essere propositivi anche alla luce della risistemazione della via Conceria, i cui lavori sono imminenti , che porterà con sé la perdita di almeno un centinaio di posti macchina. Si è pensato a come affrontare il problema di quanti risiedono nel centro storico e non possono usufruire di spazi per parcheggiare. Sediamoci attorno ad un tavolo e parliamone insieme».

(Nella foto: l´isola pedonale alle 21 di domenica)