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MODICA - 25/05/2010
Attualità - Modica: gruppo di giovani su Facebook ne chiedono la rimozione

Quelle strane lapidi del misterioso «Civis Muthycensis» sparse a Modica

Da casa Quasimodo alla chiesa di S. Giorgio, da piazza S. Teresa al corso Umberto, da S. Maria al Pizzo non c’è luogo che sia sfuggito ad una lapide Foto Corrierediragusa.it

Il sindaco non è informato, l’assessore si è dimesso ed i vigili non se ne sono accorti. Succede così che in molti angoli della città, in particolare quelli più suggestivi, siano state affisse negli ultimi mesi lapidi (nella foto una di queste) e targhe che celebrano fasti, uomini e memorie di cittadini illustri o di luoghi significativi della città.

Il tutto a cura di un non meglio identificato «Civis Muthycensis» che firma i versi celebrativi. Da casa Quasimodo alla chiesa di S. Giorgio, da piazza S. Teresa al corso Umberto, da S. Maria al Pizzo non c’è luogo che sia sfuggito ad una lapide, che non sia stato celebrato nei versi, molte volte oscuri, se non incomprensibili, dell’ignoto cantore cittadino.

L’ultimo contributo ha lasciato di sale i tanti automobilisti che ogni giorno transitano per la via Modica Sorda. Proprio allo snodo del ponte di S. Giuliano è stato eretto un monumento di due metri per uno con tanto di versi inneggianti a Cava Ispica e qualche supposto benefattore del luogo. «Non ne so nulla- dice il sindaco Antonello Buscema- Dovrò chiedere agli uffici».

In una città che si dice e si vanta di essere patrimonio dell’umanità per i suoi monumenti barocchi, che vuole tutelare il suo centro storico ed il suo paesaggio, che vuole fare turismo ed ha istituito una cabina di regia succede che, pur con tutti i buoni propositi di questo mondo, un cittadino promuova una sua personale campagna di abbellimento affiggendo qui e là lapidi e targhe.

E’ la stessa città dove un cittadino che vuole aprire una porta o allargare una finestra, o un barista che vuole sistemare una pedana fuori dal suo locale, è, giustamente, sanzionato se non ha tutte le autorizzazioni in regola; certificazioni che tra ufficio urbanistica, centro storico e sovrintendenza fanno perdere tempo e costano denaro.

In questa stessa città ci sono vigili che non hanno mai segnalato targhe e lapidi seppur in luoghi simbolo della città e non hanno visto un monumento prospiciente uno dei tratti più trafficati senza porsi la domanda più ovvia, ovvero se tutto quanto è stato realizzato è stato autorizzato o meno o è conforme al regolamento urbanistico comunale. A questo punto tocca al sindaco fare pulizia e mettere ordine nel più completo abusivismo se non si vuole abdicare, almeno quello, al rispetto delle norme e soprattutto al buon gusto che dovrebbe guidare amministratori attenti e responsabili.

Alcuni giovani intanto hanno costituito un gruppo su Facebook dove hanno raccolto un cospicuo materiale fotografico per documentare quanto acacde da tempo in città sotto gli occhi (semichiusi) di chi dovrebbe vigilare. Il gruppo intende chiedere al sindaco la rimozione di targhe e lapidi abusive.