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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 1033
MODICA - 28/05/2010
Attualità - Modica: la dirigente provinciale di Poste Italiane tranquillizza gli utenti

Pacchi e raccomandate celeri con l´ufficio di via S. Giuliano

Antonello Buscema e Riccardo Minardo hanno chiesto all’ente di accelerare i tempi per alleviare i disagi all’ufficio di via Resistenza Partigiana Foto Corrierediragusa.it

Per la direttrice provinciale di Poste Italiane la criticità del servizio all’ufficio di via Resistenza Partigiana(nella foto) è in fase calante.

Antonello Buscema e Riccardo Minardo chiedono dal canto loro spiegazioni sul perché del perdurare dei disservizi nell’ufficio del quartiere S. Cuore. Il parlamentare Mpa ed il sindaco hanno inviato due missive alla direttrice segnalando le continue lamentele dei cittadini costrette a code e lunghe attese prima di poter ritirare pacchi e raccomandate inevase. La direttrice Gaetana Treppiedi dà la sua spiegazione:
«E’ stato il concentrarsi delle raccomandate inviate dalla Serit in un breve arco di tempo a mandare in sofferenza gli sportelli. Stiamo monitorando l’andamento e notiamo che la situazione sta migliorando. In questi ultimi giorni infatti, soprattutto di pomeriggio, non ci sono state file anche grazie al rafforzamento di due sportelli con personale di supporto».

La direttrice ammette che quanto è stato promesso non si è ancora concretizzato ma dà buone speranze per il futuro. «La prossima settimana –dice la funzionaria- abbiamo un incontro per verificare la situazione logistica all’ufficio di via S. Giuliano. Poi partiremo con una nuova organizzazione». Il progetto di Poste Italiane è infatti quello di concentrare il ritiro di tutta la posta inevasa nell’ufficio di via S. Giuliano che attualmente funge solo da distribuzione. Per far sì che i locali siano adatti ad accogliere il pubblico c’è bisogno dell’adeguamento ed in questo senso i lavori sono in corso. Quello che era stato annunciato a novembre come imminente tuttavia è ancora in fase di completamento con ripercussioni negative su tutta l’organizzazione del servizio.

«Il nostro obiettivo –dice Gaetana Treppiedi- è quello di rendere funzionale ed accogliente questo nuovo ufficio dove si procederà alla consegna di plichi e raccomandate. Ci sarà personale destinato soltanto a questo compito ed i benefici saranno evidenti. Purtroppo ci sono stati dei ritardi ma contiamo al più presto di avere i locali disponibili». Poste Italiane non pensa dunque ad una distribuzione della posta inevasa nei vari uffici della città, Modica centro e Modica Alta come reclamato da cittadini ed amministratori. Il sistema resterà centralizzato per tutta la città ad eccezione della frazione di Frigintini così come ormai avvenuto dallo scorso novembre quando è stato avviato un percorso che ha causato disagi per i cittadini e per gli stessi impiegati dell’ufficio di via Resistenza Partigiana. Qui infatti il personale è sottodimensionato ed ha dovuto affrontare una vera e propria emergenza soprattutto nei momenti di maggiore concentrazione di recapito delle raccomandate.

Poste Italiane non parla neppure dell’idea in un primo momento prospettata al sindaco Antonello Buscema di un secondo giro da parte dei postini per recapitare a domicilio le raccomandate nei casi in cui al mattino nessuno fosse presente a casa. Resta poi irrisolto in città il problema di un nuovo ufficio postale per la zona commerciale, reclamato a gran voce da aziende e titolari di negozi. Il sindaco e la Cna hanno chiesto l’apertura di uno sportello postale all’interno della zona artigianale di Michelica ma con i tagli e la penuria di personale non sussistono i presupposti perché questa idea si concretizzi.


LA VICENDA

«Più servizi e meno spese» recita la più recente campagna promozionale di Poste Italiane che appare in questi giorni su tutti i quotidiani. I pubblicitari non hanno fatto visita in questi ultimi mesi all’ufficio postale di via Resistenza Partigiana dove lo slogan più pertinente è «Meno servizi e maggiori spese». Gli utenti sono insoddisfatti infatti dei servizi erogati e i miglioramenti invocati da sindacalisti ed amministratori, ed assicurati dal direttore della sede di Modica e da quello provinciale non si sono visti.

Al centro dell’attenzione ancora una volta, in particolare, il servizio di consegna delle raccomandate e della posta non recapitata a casa che è stato al centro di un lungo dibattito in città arrivando perfino nell’aula consiliare ed inducendo il sindaco a prendere posizione per difendere i legittimi interessi dei cittadini-utenti.

La direzione provinciale delle Poste Italiane aveva infatti assicurato che nel giro di qualche mese, ma ne sono passati sei, il servizio sarebbe stato concentrato nell’ufficio di via Modica Sorda per snellire le file ed il lavoro degli stessi addetti. Altra promessa, puntualmente non mantenuta, è stata quella di convogliare raccomandate e pacchi diretti ai residenti della parte della città nell’ufficio di via Nino Barone a Modica Alta.

E’ stato a quel punto che gli animi e gli ardori si sono placati; il sindaco ha preso atto dell’efficacia del suo intervento ed ha tranquillizzato i cittadini. Così, ahimè, non è stato ed il risultato è sotto gli occhi di tutti; le file in vi Resistenza Partigiana non si contano più a tutte le ore; il tempo di attesa medio per ritirare una raccomandata è di almeno 50 minuti, se tutto va bene. «Non abbiamo personale a sufficienza -dice il responsabile dell’ufficio- Nessuna comunicazione sulla riorganizzazione del servizio ci è ancora arrivata.

Continuiamo come meglio possiamo ma siamo consapevoli della difficoltà dei clienti». Nella sala d’attesa l’atmosfera è pesante (nella foto) e non solo per l’affollamento; quando si parla di tempi bisogna mettere in conto il trasferimento da quartieri anche lontani della città e poi quelli di attesa anche perché lo stesso sportello deve assolvere anche ad altri compiti. Dice un cittadino che deve pagare la tassa automobilistica «Anche allo sportello A le cose non vanno bene. Nonostante la fila sia meno lunga gli impiegati non riescono a smaltire il lavoro. Il problema di fondo è che un solo ufficio postale al S. Cuore è insufficiente».

Quello che non va giù ai clienti è la promessa di quanto sbandierato a natale e non mantenuto quando l’operazione avrebbe potuto essere gestita in modo molto celere visto che Poste Italiane è ormai un ente privato. Impensabile a questo punto che il progetto di aprire uno sportello alla zona commerciale o nella zona artigianale possa concretizzarsi visto che l’ente non è riuscito a gestire neppure la semplificazione del ritiro delle raccomandate. Così quando a casa il postino recapita l’avviso giallo della raccomandata è già incubo.