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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 680
MODICA - 18/04/2010
Attualità - Modica: il dibattito attorno alla divulgazione delle informazioni sul procedimento

"Modica Bene", la Camera penale contro il procuratore

Gli avvocati hanno giudicato come "inopportuna" la scelta della procura di rendere noti dettagli non coperti da segreto istruttorio, ma comunque definiti "riservati"
Foto CorrierediRagusa.it

Una distorsione del percorso giudiziario che potrebbe anche influenzare l’imparzialità dei giudici, che saranno chiamati a pronunciarsi sul destino processuale di 19 imputati. Parole pesanti come macigni quelle pronunciate dal presidente della Camera penale del tribunale di Modica Salvatore Poidomani a seguito della decisione, assunta dal procuratore capo Francesco Pulejo, di diramare una nota ufficiale in riferimento al procedimento sulla «Modica bene».

Si tratta del processo che si sta tenendo in udienza preliminare, a porte chiuse, dinanzi al gup Patricia Di Marco e a carico di imprenditori, politici ed ex politici. Tra questi spiccano i nomi di Giuseppe Drago, parlamentare nazionale e già presidente della Regione, e Piero Torchi, già sindaco di Modica. Probabilmente il procuratore capo Pulejo ha raggiunto in pieno il suo scopo: creare il dibattito ed accendere la discussione su una vicenda sulla quale i modicani si interrogano da oltre tre anni.

Pulejo ha in questo modo messo in chiaro la posizione della procura, dopo la conferma dei capi d’imputazione, quattro mesi fa ritenuti generici, in riferimento al fascicolo del predecessore Domenico Platania, e adesso invece riferiti a episodi specifici e documentati, imputato per imputato. Si va dall’associazione per delinquere finalizzata alla concussione e al riciclaggio di denaro, all’abuso d’ufficio.

Nei conti corrente della maggior parte dei 19 imputati sarebbero transitate somme ingenti, che, secondo l’accusa, costituirebbero il provento di compensi versati da imprenditori, facilitati nello svolgimento della loro professione tramite «aiuti» in ambito burocratico, e non solo, da parte degli imputati, ciascuno in riferimento alle singole responsabilità. Somme piuttosto grosse sarebbero transitate nel conto corrente di Drago. Di converso, la posizione di altri imputati risulterebbe marginale, come nel caso di Torchi, cui non risulta ascrivibile nessun episodio concreto.

Nella nota diramata dalla procura, tutta la vicenda viene evidenziata con dovizia di particolari, con tanto di somme, numeri di conto corrente, date e capi d’imputazione. Compaiono anche i nomi delle persone offese. E proprio questo non è affatto piaciuto agli avvocati, non solo a quelli che patrocinano le persone coinvolte nel procedimento. Della presa di posizione dei legali del foro di Modica si è fatto portavoce il presidente della Camera penale Salvatore Poidomani, sostenuto dai colleghi Giovanni Favaccio, Ignazio Galfo, Carmelo Scarso e Francesco Riccotti.

«Riteniamo – ha detto Poidomani nella sala degli avvocati del palazzo di giustizia – che l’iniziativa del procuratore sia stata quantomeno inopportuna. Anche se questi atti non sono più coperti da segreto istruttorio, è altrettanto vero che permane la riservatezza a tutela della privacy degli imputati,che dovrebbe essere garantita dalla celebrazione delle udienze a porte chiuse. Non tutte le notizie – prosegue l’avvocato – dovevano essere diramate solo perché non più coperte da segreto istruttorio.

Bisognava procedere ad un’attenta scrematura. Avendo invece divulgato anche i nomi delle persone offese, si rischia di equipararli a dei coimputati, facendoli apparire colpevoli agli occhi dell’opinione pubblica, al pari di quegli stessi imputati su cui nessun giudice, tuttavia, si è ancora pronunciato. E proprio qui sta l’altro pericolo. Riteniamo – ha proseguito l’avvocato – che i magistrati, seguendo la vicenda dai media, possano essere influenzati nella loro imparzialità, distorcendo il percorso giudiziario di un procedimento già divenuto pubblico da tempo nella sua fase preliminare, ben prima dell’eventuale rinvio a giudizio.

Un meccanismo – conclude Poidomani – che stritola la presunzione d’innocenza e quella di colpevolezza». Secondo gli avvocati, «Il procuratore ha in questo modo inteso auto legittimare il suo operato, scendendo però nel merito processuale, coperto dalla riservatezza». Gli avvocati hanno infine precisato di non aver avuto modo di poter discutere della vicenda con il procuratore «Perche tra lui e noi – è stato detto ieri in tribunale – non c’è dialogo».

Da parte loro, alcuni degli imputati si sono detti increduli della scelta della procura di diramare questa nota circostanziata. Tra loro Drago, amareggiato dalla ricostruzione unilaterale della vicenda, e Torchi, secondo cui risulta però ancora più evidente la sua pressoché totale estraneità ai fatti. Non a caso Torchi ha già formalizzato, tramite i suoi legali, la volontà di voler accedere al giudizio abbreviato.

(Nella foto da sx gli avvocati Giovanni Favaccio, Salvatore Poidomani, altresì presidente della Camera penale di Modica, e Ignazio Galfo)