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MODICA - 05/04/2010
Attualità - Modica: dopo la Madonna "vasa vasa" a Modica è il giorno del "Marti ’i l’Itria"

La "calata" di S. Giorgio prepara la festa del patrono

Il simulacro è stato sistemato al centro della navata della chiesa dove resterà fino a domenica 25
Foto CorrierediRagusa.it

Con la domenica di pasqua comincia l’avvicinamento alla festa del patrono. Nella serata di domenica infatti si è celebrato il primo evento che culminerà domenica 25 con le celebrazioni religiose e folkloristiche in onore di S. Giorgio.

La «calata» del simulacro del santo cavaliere(nella foto)
ha avuto luogo in mezzo a giovani festanti ed inneggianti a S. Giorgio, fedeli e turisti che hanno seguito la cerimonia di quasi un’ora, subito dopo la funzione religiosa celebrata da don Giovanni Stracquadanio. Dieci i giri delle navate con portatori esausti ma felici; il simulacro del santo è stato spostato dalla cappella a lui dedicata e questo ha segnato il via alla festa con la statua prima alzata, poi abbassata, poi portata di corsa, poi condotta fuori dalla chiesa sul sagrato.


La statua è stata poi posta al centro della navata centrale per le offerte e le preghiere di quanti vorranno rendere omaggio al santo in questi venti giorni che separano dalla festa ufficiale. Per i portatori è stata prevista la tradizionale sosta per ritemprarsi e recuperare le forze nel salone parrocchiale per consumare uova sode e birra come nella migliore tradizione.

In attesa della festa del patrono si celebra oggi il «marti i’ l’itria», passato alla storia della città come la pasquetta dei poveri. La storia dice infatti che il giorno di pasqua ed il lunedì dell’angelo i servitori ed i camerieri delle famiglie aristocratiche della città erano impegnati nelle case per le feste dei loro padroni. Fu per questo motivo che scelsero il martedì come loro giorno di riposo e la chiesa della madonna d’Ogiditria perché abbastanza lontana dalla città da trasformare il loro giorno libero in una gita fuori porta.

Era anche l’occasione per consumare i resti dei pranzi dei due giorni precedenti che si erano ammassati in cucina e che , pur ancora fragranti, sarebbero andati perduti. La chiesa della Madonna d’Ogiditria («che mostra la via»), risale al 1600 e la prima messa vi si tenne nel 1664 come testimoniano riferimenti storici documentati. Da domenica sera la chiesetta è stata illuminata e da ieri è cominciato il pellegrinaggio dei fedeli; oggi dalle 9 sono previste due celebrazioni eucaristiche da parte di don Ernesto Scarso, parroco di S. Anna; nel pomeriggio il via al gioco del sotto novanta, una tombola in uso agli inizi del secolo, ed in serata sagra dei cavatelli al ragù sul sagrato della chiesetta.