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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 676
MODICA - 03/04/2010
Attualità - Anche la Pasqua 2010 è trascorsa tra fede, tradizione e folklore

Pienone a Modica e Scicli con Madonna Vasa vasa e Gioia

Pienone nelle città barocche e grande partecipazione alle cerimonie religiose e folkloristiche
Foto CorrierediRagusa.it

E’ stato un pienone per la Madonna Vasa Vasa. Il sole ha baciato il tradizionale appuntamento della pasqua modicana. Turisti, visitatori, residenti si sono dati appuntamento in piazza municipio dove allo scoccare del mezzogiorno il simulacro della Madonna si è incontrato con la statua del Salvatore in un tripudio di colori, di religiosità accompagnati dall’applauso della folla. Molti i turisti presenti per l’edizione 2010 della Madonna Vasa Vasa che ha visto quest’anno le trombe egiziane ed i tamburi annunciare l’incotnro dalla balconata di palazzo S. Domenico.

Poi la vasata è continuata sotto la scalinata della chiesa di S. Pietro; il Cristo e la Madonna si sono dati l’appuntamento finale sul sagrato della chiesa di S. Maria dove si è consumato l’ultimo atto della pasqua religiosa e folkloristica modicana. In piazza molte le lingue che si sono intrecciate,m dal tedesco all’inglese allo spagnolo ma anche accenti veneti e lombardi in particolare.

Il sindaco Antonello Buscema insieme ai suoi assessori ed al presidente del consiglio Paolo Garofalo ha stretto tante mani e scambiato gli auguri. Nel pomeriggio tutti al mare per l’inizio del ponte del’Lunedì dell’Angelo favorito dalle buone condizioni metereologiche. A Marina di Modica e Sampieri c’è anche chi ha fatto il primo bagno della stagione e domani nelle località della costa si annuncia il pienone.

A Scicli è la festa del Gioia a contraddistinguere l’intera domenica di pasqua. La statua del Cristo è uscita poco dopo le 11 dalla chiesa di S. Maria la Nova e sono i fedeli, molti dei quali giovanissimi, ad impossessarsi del simulacro al grido di «Gioia, Gioia, Gioia». Inizia così il lungo peregrinare del Cristo per la città con avanzate e retromarce, con ondeggiamenti e sollevamenti. L’uomo vivu trionfa sulla stanchezza dei portatori che chiuderanno solo alle tre della notte la loro lunga giornata sfiniti dalla fatica. Tante le presenze anche a Scicli dove alberghi e ristoranti fanno registrare il tutto esaurito.

La pasqua ha una appendice a Modica con il «marti i’ l’Itria» che appartiene alla tradizione e celebra nella omonima chiesa sulla collina quella che la storia della Contea registra come la «pasquetta dei poveri» con consumo di pastieri, cassate e cedri. La tradizione vuole infatti che alcuni spigolatori di ritorno dal palermitano siano arrivati in città per celebrare la pasqua ma avendo fatto male i conti arrivarono in effetti il martedì; decisero dunque di fermarsi in collina e di festeggiare comunque con i prodotti pasquali dopo aver assistito alla messa presso la chiesetta dedicata alla madonna di Ogiditria.

(Nella foto: Don Antonio Forgione apre la procesisone con i simulacri del Cristo Risorto e della Madonna)

LA MADONNA VASA VASA
Il bacio della Madonna Vasa Vasa è stato annunciato quest’anno dagli squilli delle trombe egiziane. E’ questa uno delle innovazioni rispetto al tradizionale canovaccio delle festa cui fedeli e turisti hanno potuto assistere in occasione dell’incontro tra il Cristo Risorto e la Madonna all’appuntamento di mezzogiorno in piazza Municipio.

Quattro trombe egiziane ed altrettanti tamburi hanno annunciato la vasata dalla balconata di palazzo S. Domenico. Le trombe egiziane ed i tamburi, appartenenti alla banda musicale di Monterosso Almo, hanno squillato e battuto per la prima volta all’uscita del simulacro del Cristo dalla chiesa di S. Maria e poi per la tradizionale vasata.

Anche questa è una innovazione rispetto al passato visto che è stata finora la banda musicale della città a salutare l’uscita del simulacro che poi si dirigerà lungo le strade del centro storico. Don Forgione ha anche voluto che il Cristo percorresse la via Vittorio Veneto ed il viale Medaglie d’oro per accontentare le tante richieste di quanti risiedono in questa zona della città e sono impossibilitati a seguire da vicino il percorso del Cristo.

Un ulteriore cambiamento rispetto al passato è stato rappresentato dalla composizione dei portatori dei due simulacri che sono usciti dalla chiesa di S. Maria. Sia quello della Madonna, sia quello del Cristo infatti sono stati portati a spalla dai padri dei giovani che frequentano il catechismo nella chiesa di S. Maria.

Il manichino della Madonna avvolta nel suo drappo nero è stato preparato già nella serata di mercoledì a cura di Mario Cappello che resta, come da tradizione, il regista della «vasata»; è infatti lui che aziona i legni che dirigono i movimenti del simulacro da sotto il basamento. Mario Cappello ha lasciato cadere a mezzogiorno il drappo nero, liberando le colombe quale simbolo di pace e di speranza, ed impartendoà tramite le braccia della Madonna la benedizione alla città quando è scoccato mezzogiorno. Il corpo bandistico della città ha accompagnato questo momento ripetuto subito dopo ai piedi della scalinata di S. Pietro e per la terza volta sul sagrato della chiesa di S. Maria, dove i due simulacri, dopo il simbolico saluto alla città, sono stati riportati in chiesa.