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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 1170
MODICA - 14/03/2010
Attualità - Modica: quattro comuni in cerca di una discarica

Il caos discariche: quella di Scicli riapre o no?

Non sarà un pesce d’aprile per i sindaci del comprensorio modicano che dal primo giorno del prossimo mese non avranno più dove conferire i rifiuti prodotti nei loro comuni

Quattro comuni alla ricerca di una discarica. Non sarà un pesce d’aprile per i sindaci del comprensorio modicano che dal primo giorno del prossimo mese non avranno più dove conferire i rifiuti prodotti nei loro comuni visto che i cancelli di Pozzo Bollente a Vittoria e Cava dei Modicani a Ragusa resteranno chiusi come già abbondantemente annunciato da Peppe Privitera e Nello Dipasquale in sede di conferenza di servizio.

Le riunioni che si sono succedute in questi giorni non hanno portato ad alcun risultato definitivo ed anzi tutto è rimasto nella più assoluta incertezza. Scicli non ha i soldi per attrezzare e riaprire S. Biagio ed ammesso che Modica, Ispica e Pozzallo volessero contribuire a coprire le spese di adeguamento della seconda vasca Giovanni Venticinque ha detto no, a prescindere. Il presidente dell’Ato Ambiente da parte sua insiste per riaprire S. Biagio ma si rende conto che l’adeguamento della discarica sciclitana comporta un periodo di tre anni ed un investimento di quasi cinque milioni di euro che dovrebbe assicurare egli stesso, pur avendo le casse a secco per i debiti accumulati dai comuni.

Si è fatto avanti Ispica che con il suo assessore all’ambiente si è detto disponibile ad ospitare una discarica nel proprio territorio ma anche questo comporta tempi lunghi ed investimenti di cui ad oggi è impossibile ipotizzare i finanziamenti. Modica non ha siti da offrire visto che la ex discarica di Gisirotta, eppure offerta all’Ato come alternativa, è tagliata fuori per motivi di recupero ambientale. L’Ato dovrà provvedere entro tre settimane perché è suo compito istituzionale ma la situazione è veramente complicata. E’ prevedibile che tutto finisca davanti al prefetto di Ragusa Francesca Cannizzo e si prospetta una ennesima fase emergenziale. La paura di tutti, concreta e dietro l’angolo, è quella di dover scaricare fuori provincia con Motta S. Anastasia e Siculiana in provincia di Agrigento tra le mete possibili e più gettonate.