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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 466
MODICA - 24/02/2010
Attualità - Modica: dopo sei anni la tecnologia è tutta da rivedere e da adeguare

Telecamere non collegate, è una sorveglianza che non serve

Non c’è il collegamento telefonico con la sala operativa della questura ma l’amministrazione vuole riattivare il sistema

Le recenti azioni delinquenziali in città portano alla ribalta la questione telesorveglianza. Sia nel caso della rapina alla filiale della Bapr in corso Umberto, sia nei casi delle irruzioni in bar della Modica mare e nel negozio Bruno al centro commerciale sono state le telecamere interne a dare una mano d’aiuto alla polizia.

Quelle installate sei anni fa nei punti sensibili della città sono rimaste invece al buio e non hanno dato alcuna forma di sostegno alle indagini degli inquirenti. Eppure le telecamere sono state piazzate lungo le principali direttrici del traffico, agli snodi in entrata ed uscita della città, nelle piazze principali secondo un piano ben studiato e messo a suo tempo in opera con la collaborazione della questura di Ragusa. Dopo il capoluogo il sistema di telesorveglianza in città è stato il primo ad essere avviato ma ha avuto vita molto breve; dopo appena due anni infatti le telecamere collegate con la sala operativa della questura di Ragusa hanno smesso di funzionare perché la linea di trasmissione delle immagini affidata alla Telecom è stata interrotta.

Il debito di sei milioni di euro contratto con il gestore della telefonia, mai onorato ed i cui piani di ammortamento sono stati sempre disattesi, indusse Telecom a sospendere il servizio per tutti gli edifici comunali serviti ed anche per la telesorveglianza.

«Con Telecom -dice oggi il vicesindaco Enzo carso- abbiamo chiuso il contenzioso ed il discorso può essere riaperto senza problemi anche se nel frattempo il comune ha affidato le sue linee telefoniche ad un altro gestore. Dobbiamo solo capire se le telecamere della telesorveglianza possono essere affidate all’attuale gestore o restano sempre di pertinenza della Telecom».

Non è solo la scelta del gestore il problema della riattivazione delle telecamere ma ce n’è uno più squisitamente tecnico. Nelle occasioni in cui si è infatti ricorso alla visione delle immagini registrate è stato infatti notata una carente definizione che complica non poco il lavoro della polizia ed in qualche caso lo ha reso inutile. Bisognerebbe a questo punto ricorrere alla sostituzione delle attuali telecamere con altre a più alta definizione e di nuova generazione per essere certi di potersi avvalere di immagini nitide, capaci di individuare un numero di targa o il volto di qualcuno.

«Abbiamo affrontato la questione -dice Enzo Scarso- L’amministrazione ha tutta l’intenzione di rinnovare il sistema della telesorveglianza perché ci rendiamo conto che è fondamentale per avere una città sicura. Le forze dell’ordine, come hanno dimostrato i casi più recenti, hanno dato prova della loro professionalità e del loro impegno ma la città deve essere resa più sicura anche grazie ad un sistema di cui possiamo già disporre ma che dobbiamo solo rinnovare".