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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 789
MODICA - 05/02/2010
Attualità - Modica: per il restauro del palazzo degli studi di corso Umberto, l’ultima parola all’esperto

Modica: si farà la nuova sede dell´artistico nella zona 167

Accordo raggiunto tra la Provincia, il Comune e il dirigente scolastico del "Campailla"

L’edificio scolastico nuovo destinato ad ospitare il liceo artistico si farà. La moderna struttura, per un costo che si aggira sui 10 milioni di euro, sorgerà nella zona 167. E’ questa l’unità d’intenti tra la Provincia e il dirigente scolastico del liceo «Campailla», saltata fuori dalla conferenza di servizi convocata ieri mattina a palazzo di viale del Fante. Un accordo che incassa anche il placet dell’amministrazione comunale di Modica.

Come noto, il classico è da anni ospitato nello storico palazzo degli studi di corso Umberto I, che necessita di urgenti lavori di restauro e ristrutturazione, mentre le classi dell’artistico sono ospitate in uno stabile concesso in locazione da privati. La soluzione ideale sotto tutti i punti di vista, come è emerso nell’ambito del vertice, risulta quindi quella di costruire la nuova struttura, nell’assoluto rispetto delle rigide normative sulla sicurezza degli edifici pubblici, dettate dalla Comunità europea. La nuova scuola sarà in primis antisismica e logisticamente pensata per fornire tutti i comfort.

L’area dove sarà costruito l’edificio risulta poi baricentrica, in quanto facilmente raggiungibile dalla statale 115, uno dei principali ingressi della città. «Ritengo che si sia finalmente addivenuti ad un punto d’incontro che soddisfa tutti e, non a caso – commenta il vice presidente della provincia Mommo Carpentieri – anche il dirigente scolastico Salvatore Carpanzano si è detto d’accordo sull’esigenza di procedere alla costruzione del nuovo edificio scolastico».

Dello stesso avviso l’assessore provinciale alla pubblica istruzione Giuseppe Giampiccolo, presente all’incontro assieme ai funzionari della protezione civile e della sovrintendenza ai beni culturali. Proprio secondo la sovrintendenza, gli interventi da effettuare nell’antico palazzo degli studi, per garantire la sicurezza minima agli alunni, potrebbero rivelarsi invasivi, rischiando di modificare in maniera irreversibile le storiche caratteristiche architettoniche dell’edificio. Da qui il parere negativo, seppur a livello informale.

Ma anche se questi interventi sarebbero alla fine posti in essere, secondo i funzionari della protezione civile non si raggiungerebbe comunque il risultato di garantire la certificazione antisismica, obbligatoria per tutti gli edifici pubblici, ma solo l’idoneità statica. Per sgomberare il campo da dubbi in maniera definitiva, pertanto, il vicepresidente Carpentieri convocherà un esperto in materia, che sarà chiamato a sciogliere questo dubbio. Se arriverà il nulla osta in tal senso e il vecchio palazzo degli studi potrà continuare ad ospitare il classico, anche in previsione del progetto di recupero, condotto in modo tale da non modificare le peculiarità architettoniche dell’edificio, la provincia investirà in tal senso. Occorrerebbero poco meno di 20 milioni di euro.

L’ente di palazzo di viale del Fante è disponibile in questa ottica «Ma – precisa Mommo Carpentieri – lo storico palazzo, dislocato su tre piani, sarebbe utilizzato anche per altre finalità, oltre che come sede del classico». Nelle more, dunque, il liceo non si sposterà e anzi cinque classi, per le quali manca al momento lo spazio nell’antico edificio, potrebbero essere allogare per il prossimo anno scolastico nella sede dell’istituto magistrale, proprio di fonte all’antico palazzo degli studi, in accoglimento della richiesta avanzata dallo stesso preside Carpanzano.