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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 605
MODICA - 05/02/2010
Attualità - Modica: nel corso del convegno promosso dal circolo «Il melograno» di Legambiente

La soprintendente Greco progetta la rinascita dei musei

Il sindaco Antonello Buscema a questo proposito non ha potuto far altro che ammettere l’apertura del palazzo dei Mercedari, sede del museo etnografico, è ancora lontana

Superare la concezione statica del museo; questo deve diventare attivo, multimediale, luogo di ricerca e di attrazione del territorio. Vera Greco, sovrintendente ai beni culturali dei Ragusa, ha un’idea ben precisa di come far crescere i musei dell’area iblea ma deve scontrarsi con tagli ed insufficienze di risorse oltre che con luoghi negati al pubblico da lunghi anni come nel caso del museo etnografico «Serafino Amabile Guastella».

La sovrintendente ha illustrato con una produzione multimediale la sua concezione museale nel corso del convegno promosso dal circolo «Il melograno» di Legambiente, tenuto a palazzo dei Mercedari, inserito nel più ampio progetto di Legambiente Sicilia, il cui responsabile, Gianfranco Zanna, ha curato un dossier approfondito sulla situazione dei beni culturali in Sicilia. Dal documento emergono ritardi e colpevole disinteresse per realtà che non solo vengono valorizzate ma rischiano addirittura di perdersi, come nel caso del «Guastella».

Il sindaco Antonello Buscema a questo proposito non ha potuto far altro che ammettere l’apertura del palazzo dei Mercedari, sede del museo etnografico, è ancora lontana. «Ci serve ancora un milione di euro –dice il sindaco- Lo abbiamo chiesto al dipartimento della protezione civile. Contiamo di aprire al più presto ma passerà almeno un anno».

Nell’ambito del convegno Ernesto Ruta, responsabile della cooperativa Etnos che gestisce il «Guastella» ha portato la sua esperienza di altri siti come la casa Quasimodo ed il parco di cava Ispica; Gaetano Pennino direttore della casa museo Antonino Uccello di Palazzolo Acreide ha lanciato alcune proposte alla politica ed alla burocrazia per snellire l’iter dei finanziamenti ma quello che emerge dal dossier di Legambiente oltre che dalle testimonianze è una realtà che in Sicilia si salva per il sacrificio di addetti ai lavori, di cultori dell’arte con poche perle ed un diffuso malessere dovuto per mancanza di fondi e soprattutto di coordinamento.

L´ODISSEA DEL MUSEO "GUASTELLA"
C’era una volta un museo. La sede è ancora quella del secondo piano del palazzo dei Mercedari, ma da sette anni il museo etnografico Serafino Amabile Guastella è chiuso al pubblico.

Difficile stabilire in quali condizioni le dotazioni museali versano visto che l’accesso all’edificio, ancora ristretto dalle impalcature in ferro innalzate dall’impresa appaltatrice dei lavori, è negato. Quei pochi che hanno avuto modo di salire al secondo piano hanno riferito di polvere, di reperti in condizioni di degrado , di totale abbandono. Il museo è nato nel 1976 da un’idea dell’allora presidente della pro loco Raffaele Galazzo, che, insieme ad alcuni cultori di storia e tradizioni locali come Duccio Belgiorno e Grazia Dormiente pensarono l’allestimento e ne idearono la sistemazione.

Nel 1978 il museo fu aperto al pubblico; sette gli ambienti ricreati legati al territorio ed al modo di vivere delle famiglie contadine ed artigiane. La «massaria», il falegname, la bottega del sarto, del lattoniere, la dolceria, sono le stanze dove si possono ammirare utensili, abiti, arnesi da lavoro, ormai sconosciuti alle giovani generazioni. E’ stata la cooperativa Etnos negli anni a gestire il museo Serafino Amabile Guastella ma nel 2004 è intervenuta la chiusura per l’avvio dei lavori di consolidamento del palazzo dei Mercedari.

Nel cartello del cantiere di lavoro si legge ancora oggi «lavori da eseguire in 24 mesi» ma sono passati ben quattro anni dalla data di consegna ed il palazzo dei Mercedari resta desolatamente chiuso e con esso anche il museo. L’iniziativa del circolo Il Melograno di Legambiente inserita nel più ampio programma dell’associazione denominato «Salvailmuseo» riguarda la riapertura di alcuni dei siti più significativi in tutta la Sicilia. Tra questi è stato inserito il museo etnografico «Guastella» che ha avuto a suo tempo recensioni ed apprezzamenti da parte degli addetti ai lavori per la filologia della ricerca e del reperimento dei materiali.