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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 1136
MODICA - 27/01/2010
Attualità - Progetto tra il Classico di Modica e il Nautico di Pozzallo

"Porrajmos, altre tracce sul sentiero di Auschwitz"

In collaborazione con l’istituto italiano di cultura Sinta Foto Corrierediragusa.it

Porrajmos vuol dire divoramento nella lingua dei Sinti ed è l’equivalente della Shoah. «Porrajmos, altre tracce sul sentiero di Auschwitz» è il progetto che il liceo Campailla e l’istituto nautico La Pira di Pozzallo hanno realizzato in collaborazione con l’istituto italiano di cultura Sinta. La giornata conclusiva del progetto si tiene oggi presso lo spazio cultura Meno Assenza a Pozzallo alle 10 per gli studenti ed alle 19 per la città.

Il primo momeento di Porrajmos è stata la testimonianza di Carlo Berini, presidente del circolo Sinta di Mantova che ha incontrato gli studenti del Liceo Classico ed Artistico «Tommaso Campailla». Gli studenti della sezione artistico hanno allestito per l’occasione una mostra fotografica grazie al contributo dell’istituto Sinta che in Italia promuove la cultura e la lingua Rom.

«I rom ed i Sinti –ha detto Carlo Berini- sono in Italia non più di cento mila mentre in Europa si attestano sui 12 milioni. I Sinti sono insediati nell’Europa occidentale e sono dediti alla cultura, alle manifestazioni artistiche ed alla letteratura mentre i Rom, insediati per lo più nella Europa orientale si occupano di artigianato e di cultura popolare. Questi due gruppi etnici- rileva Berini- sono stati da decenni discriminati e guardati con una certa apprensione dalla società e molto spesso discriminati.. Come istituto ci occupiamo di integrazione e di percorsi di partecipazione alla vita della società italiana».

Nel corso dell’incontro tenuto al liceo classico Campailla Carlo Berini, presentato dal dirigente scolastico Salvatore Carpanzano e dalla referente del progetto Gabriella Agosta, ha risposto alle atnte domande degli studenti con particolare riferimento alle forme di discriminazione, alla percezione di Rom e Sinti nella società italiana. «Come gruppi etnici puntiamo al riconoscimento dello status di minoranza –ha detto Carlo Berini- Chiediamo lo smantellamento dei campi nomadi che sono veri e propri ghetti e vogliamo invece costruire percorsi di partecipazione. Non ci piacciono le decisioni che vengono prese dall’alto nei nostri confronti».

(Nella foto da sx Carlo Berini, Salvatore Carpanzano e Gabriella Agosta con gli studenti)