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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 651
MODICA - 25/01/2010
Attualità - Modica: si deciderà a fine mese quale tipo di percorso tracciare

In bilico 117 contrattisti, lotta tra giunta Buscema e Cgil

Le condizioni delle casse comunali non consentono, almeno sulla carta, di potere garantire per il futuro un contratto a 36 ore e l’idea, peraltro non molto celata, è quella di riportare il personale ad un massimo di 30 ore

Ci sono 117 contrattisti in bilico. L’amministrazione comunale dovrà decidere entro la fine del mese quale tipo di percorso tracciare per i contrattisti dell’ente che a fine dicembre hanno visto concluso il loro contratto a 36 ore settimanali; la Cgil si è già posta a difesa dei lavoratori ed ha annunciato un sit in per martedì davanti a palazzo S. Domenico ed una assemblea permanente da giovedì.

Le condizioni delle casse comunali non consentono, almeno sulla carta, di potere garantire per il futuro un contratto a 36 ore e l’idea, peraltro non molto celata, è quella di riportare il personale ad un massimo di 30 ore.

Riducendo al minimo contrattuale l’onere l’ente sarebbe così sgravato di 600mila euro l’anno che è la somma che serve per coprire il numero delle ore da integrare per arrivare per i 117 interessati ad un contratto a 36 ore. La Cgil contesta alla giunta Buscema la mancata attuazione dell’accordo raggiunto lo scorso anno che prevedeva oltre alle 30 ore anche sei ore settimanali da utilizzare per progetti volti al recupero dei crediti che l’ente vanta in diversi settori come l’acquedotto, la pubblicità, i passi carrabili.

La contrazione dell’orario è bollata dalla segreteria aziendale della Cgil come «ingiusta ed ingiustificabile, inopinata, assurda e controproducente» che porterà ulteriori danni a lavoratori, che oltre a non completare l’orario di lavoro, non sono stati stabilizzati come accaduto in altri enti locali.

La Cgil non intende fare passi indietro rispetto a questa posizione anche se l’amministrazione non ha ancora ufficialmente fatto conoscere le sue determinazioni. La giunta affronterà entro la settimana la questione ma non tutto è scontato; ci sono almeno due linee di pensiero all’interno della amministrazione.

La prima è riconducibile agli assessori Mpa che premono per un allineamento del personale contrattista all’orario garantito e finanziato dalla regione per liberare risorse dal bilancio mentre il sindaco pensa ad un integrazione a 36 ore non solo per sua convinzione personale ma anche per le pressioni esercitate dal sindacato, in particolare la Cgil aziendale. C’è anche Vito D’Antona, Sinistra Democratica, facente parte della maggioranza Pd-Mpa, che punta a garantire ai contrattisti lo stesso tipo di trattamento di questi anni ma le opportunità politiche si scontrano con la dura legge dei numeri.

Un contratto a 36 ore infatti non sarebbe giustificabile davanti ad un rilievo della corte dei conti che ha già sollevato eccezioni sul numero del personale di palazzo S. Domenico. Dalla parte del personale contrattista gioca il ruolo che i lavoratori hanno nella macchina amministrativa dell’ente visto che molti sono inseriti in posti chiave e garantiscono da anni il funzionamento dei servizi grazie alle competenze maturate.