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MODICA - 22/01/2010
Attualità - Modica: futuro incerto per lo storico immobile

Modica: dibattito aperto sul palazzo degli studi

La giunta provinciale ha detto in modo chiaro che il recupero dell’edificio è al di là delle sue forze finanziarie

La decisione dell’amministrazione provinciale di abbandonare il progetto di recupero del palazzo degli studi e di ostruire la nuova sede del liceo artistico al quartiere S. Cuore ha aperto il dibattito tra amministratori, consiglieri comunali e esponenti del mondo della scuola.

Il sindaco Antonello Buscema vuole indurre il presidente Franco Antoci a cambiare idea, Mommo Carpentieri ha convocato una conferenza di servizio per verificare se ci sono margini per risolvere il problema del recupero dell’immobile. L’amministrazione provinciale ha infatti fatto i suoi conti ed ha preferito destinare i dieci milioni iscritti in bilancio per la sede del liceo artistico alla costruzione di un edificio nuovo nella zona 167 per il quale dovrà essere comunque avviato tutto l’iter di autorizzazioni urbanistiche.

La giunta Antoci ha detto in modo chiaro che il recupero del palazzo degli studi è al di là delle sue forze, alla luce delle attuali disponibilità, e ha rinviato all’amministrazione comunale la soluzione del problema visto che l’immobile è di proprietà dell’ente. Nino Cerruto, Nuova Prospettiva, e Diego Mandolfo, Mpa, intervengono sul caso palazzo degli studi, e chiedono al sindaco di trovare una via d’uscita.

"Se la Provincia non dovesse dunque acquistare l’immobile - dicono i due consiglieri - lo stesso sarebbe destinato al totale degrado, visto che il Comune di Modica non è attualmente nelle condizioni di poter provvedere al suo recupero e restauro". Nino Cerruto e Diego Mandolfo vanno così al cuore del problema perché non ci sono finanziamenti disponibili a palazzo S. Domenico per recuperare l’immobile che versa ormai in uno stato di completo abbandono al terzo piano.

Questo costituisce un potenziale pericolo per le classi e gli uffici del liceo classico visto che le continue infiltrazioni e l’usura del tempo deteriorano la fabbrica ed il tetto dell’edificio. Mommo Carpentieri ha lanciato l’idea di un intervento del Cipe ma al momento si tratta di un buon proposito più che di un progetto.