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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 820
MODICA - 17/01/2010
Attualità - Modica: l’amministrazione ha sbloccato la situazione

Modica: refezione al via il 24 gennaio. Meglio tardi che mai!

Restano poco più di cinque mesi di lezioni e le famiglie attendono che, come in tutti gli altri comuni, gli studenti delle scuole dell’obbligo possano usufruire del servizio

L’amministrazione accelera sul servizio di refezione. "Il servizio partirà il 24 gennaio", assicura il sindaco Antonello Buscema, a conclusione dell’incontro svoltosi a palazzo S. Domenico con i lavoratori ed i rappresentanti sindacali. Gli otto addetti al servizio hanno rinunciato al sit –in che da una settimana hanno tenuto nei corridoi di palazzo S. Domenico per manifestare le preoccupazioni sul loro futuro lavorativo.

L’incontro è servito a chiarire i punti ancora irrisolti della vertenza. La refezione sarà gestita dall’impresa che si è aggiudicata l’appalto e confezionerà i pasti nel centro cucine di Ragusa in attesa che i due centri di confezionamento ubicati al S. Cuore e a Modica Alta ottengano la certificazione sanitaria e siano pertanto utilizzabili.

Dal momento in cui i due centri cucine comunali entreranno in funzione, la previsione è di un paio di settimane, tutti gli addetti potranno essere riassunti e ritornare in sede come ha chiesto da tempo il sindacato autonomo Isa, che per bocca del suo segretario Giorgio Iabichella, ha dichiarato la sua soddisfazione.

LA TORMENTATA ODISSEA DELLA REFEZIONE
Quella storia infinita della refezione scolastica. E’ passato metà anno scolastico e l’amministrazione deve ancora affidare il servizio mentre una parte degli operatori protestano e dicono no al bando così come è stato pensato ed approvato. Restano poco più di cinque mesi di lezioni e le famiglie attendono che, come in tutti gli altri comuni, gli studenti delle scuole dell’obbligo possano usufruire di un servizio che consente di far svolgere lezioni ed attività in orario pomeridiano.

La vicenda del nuovo bando di refezione scolastica prende il via già a settembre ed è l’assessore alla pubblica istruzione Antonio Calabrese ad avere, almeno stando alle sue dichiarazioni, le carte in regola perché il servizio possa essere avviato già dalla prima settimana di ottobre. Di pasti tuttavia neanche l’ombra né il profumo perché nel frattempo forze sindacali e consiglieri comunali pongono il problema del confezionamento dei pasti. L’esperienza dell’anno precedente dice infatti che i pasti confezionati nel centro di produzione di Ragusa da parte dell’impresa che ha avuto in appalto il servizio arrivano sul tavolo degli studenti freddi ed insapori.

C’è una raccolta di firme da parte del sindacato autonomo Isa che coinvolge un centinaio di famiglie che chiede un centro di confezionamento in città. I lavoratori, e per loro il sindacato, non pensano solo ai pasti ma anche, se non soprattutto, alla necessità di andare a lavorare quotidianamente fuori sede con aggravio di spese di trasporto. Il sindacato autonomo cavalca la protesta e raccoglie attorno a sé otto addetti che ancora oggi bivaccano nei corridoi di palazzo S. Domenico per una rivendicazione legittima per loro ma che fa a pugni con quanto prevede il bando almeno nella sua stesura iniziale.

E’ l’assessore Antonio Calabrese a convincersi che in fondo le cucine di proprietà comunale potrebbero essere utilizzate per il confezionamento risolvendo così il problema dei lavoratori ed anche quello di pasti più freschi e caldi. L’amministrazione decide dunque di richiedere le autorizzazioni sanitarie per i due centri del S. Cuore e Modica Alta dove è possibile operare ma chiede i tempi tecnici.

La vertenza arriva a dicembre e le autorizzazioni devono ancora arrivare così i lavoratori riprendono la loro protesta. L’amministrazione insiste e garantisce che i pasti saranno confezionati in città ma gli otto operatori dei 14 previsti devono concedere altre due settimane perché le cucine possano essere rese funzionali ed in regola. La vertenza si ferma a questo punto ma gli addetti temono un’imboscata nonostante le rassicurazioni date fino ad ieri dal sindaco. Forse a fine mese arriverà il primo pasto caldo sulla mensa degli studenti. Sono passati i morti, natale, la befana, l’auspicio è che non si debba arrivare all’uovo di pasqua.