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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:53 - Lettori online 881
MODICA - 04/01/2010
Attualità - Modica: nuove direttive della Soprintendenza di Ragusa

Modica: vietato edificare su aree inferiori ai 20mila mq

Nell’ottica del rispetto dei vincoli paesaggistici e per evitare un frazionamento eccesivo del terreni e una parcellizzazione degli stessi, che potrebbero dare luogo a fenomeni di speculazione edilizia all’atto della compravendita
Foto CorrierediRagusa.it

Nuove direttive della Soprintendenza di Ragusa per quanto riguarda i vincoli paesaggistici del territorio rurale modicano. Tra qualche settimana non sarà più possibile edificare su terreni di estensione inferiore ai 20mila metri quadrati, il doppio rispetto al limite attuale, al fine di tutelare i paesaggi tipici rurali, nell’ambito di quanto previsto dal piano paesaggistico regionale. Tutto questo anche per evitare un frazionamento eccesivo del terreni e una parcellizzazione degli stessi, che potrebbero dare luogo a fenomeni di speculazione edilizia all’atto della compravendita.

Saranno ovviamente avvantaggiati gli appaltatori, che, potendo disporre di risorse economiche ingenti da investire su terreni estesi anche oltre i 20mila metri quadrati, potranno edificare, ad esempio, le villette a schiera nelle aree indicate dalla Soprintendenza e che non vanno ad intaccare la tutela del paesaggio rurale. Si assisterà quindi, in un prossimo futuro, ad un maggiore sviluppo di questa tipologia di costruzioni, rispetto alle case singole.

Il comune, come spiega l’assessore al ramo Elio Scifo (nella foto), non può fare a meno di recepire la norma regionale. «Si tratta di un accorgimento – dichiara Scifo – che ci consentirà di non ripetere gli scempi del passato, in alcuni casi evitati in extremis». Il riferimento è ai casi del kartodromo e dell’impianto di compostaggio della biomassa, che si sarebbero dovuti realizzare nelle contrade Gisasa Liccio e Zimmardo Bellamagna. I lavori furono bloccati a seguito di accertamenti approfonditi e, dalle indagini svolte dai Carabinieri, vennero alla luce palesi discrasie, oggetto di due procedimenti penali, di cui uno ancora in corso.

Tornando alla vicenda attuale dei vincoli paesaggistici per la tutela della campagne, Scifo non ne fa un dramma. «Se i possessori di terreni limitrofi si mettono d’accordo – dice l’assessore – sarà sempre possibile costruire, ad esempio, due case su un terreno unico, scevro da confini, in modo da raggiungere l’estensione minima che sarà prevista a seguito dell’entrata in vigore della norma. Da parte nostra – aggiunge Scifo – faremo in modo di vigilare e far valere le nostre ragioni. In ogni caso, nel prossimo futuro, valuteremo con estrema attenzione ogni proposta di edificazione, anche di villette a schiera, al fine di non rischiare di devastare il territorio».

A RISCHIO LE CASE NEI PRESSI DELLA SEDE DI UNA DITTA DI ACQUA MINERALE A ZAPPULLA?
L’altra patata bollente è data dai vincoli richiesti da una nota ditta che produce acqua minerale in contrada Zappulla. L’assessorato regionale all’industria ha recepito la richiesta, secondo cui non possono essere edificate case entro un perimetro di circa 100 metri dalla sede della ditta, per evitare che le fosse biologiche possano intaccare le vene acquifere sotterranee. In altre parole, non si potrà edificare sui terreni limitrofi.

Ma non è tutto: le case già in fase di completamento, rischiano d’essere abbattute, in quanto non sarà possibile dotarle di fosse biologiche. «Cercheremo di risolvere anche questa problematica – dice Scifo – causata non di certo per colpa nostra, in quanto le case furono edificate sulla base di concessioni a suo tempo rilasciate dai competenti uffici senza che – conclude l’assessore – la ditta in oggetto avesse inoltrato alla Regione la richiesta dei vincoli per la tutela delle vene acquifere».