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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1231
MODICA - 30/12/2009
Attualità - Modica: avverso il parere negativo della commissione finanze sulla stabilizzazione

Modica: la giunta e i contrattisti ricorrono al Tar di Catania

Il sindaco Antonello Buscema ha conferito mandato ad un noto legale di Catania, specializzato in questo genere di contenzioso

L’amministrazione comunale di Modica e i 117 precari hanno inoltrato ricorso al tribunale amministrativo regionale di Catania avverso la decisione della commissione centrale per la finanza locale di Roma di bloccare la rimodulazione della pianta organica e la conseguente stabilizzazione dei cosiddetti contrattisti in forza a palazzo San Domenico.

Il sindaco Antonello Buscema ha conferito mandato ad un noto legale di Catania, specializzato in questo genere di contenzioso, di procedere contro il parere negativo espresso dalla commissione finanza sulla proposta avanzata dall’amministrazione comunale che intendeva procedere con la stabilizzazione a 12 ore dei 117 precari. «La commissione - dichiara il sindaco – aveva preso in esame alcuni dati oggettivi, come il mancato rispetto del patto di stabilità nel 2007 e l’eccessivo numero di dipendenti se riferito ad un comune strutturalmente deficitario.

Dalle motivazioni ufficiali che abbiamo avuto modo di visionare, riteniamo queste valutazioni di merito troppo restrittive rispetto alla visione più ampia della normativa in materia. In base ad un criterio meno restrittivo rispetto a quello adottato dalla commissione finanza, basta difatti che il comune abbia rispettato il patto di stabilità precedente a quello dell’anno in corso. Nel nostro caso non abbiamo sforato il patto di stabilità del 2008. La commissione ha invece inteso estendere la valutazione di merito al triennio precedente, includendo lo sforamento operato dalla precedente amministrazione.

In riferimento alla rimodulazione della pianta organica – prosegue il primo cittadino – la commissione ha equiparato il nostro ente a quelli dissestati. Ma la situazione di Modica è ben diversa, accostabile solo agli enti deficitari. Di conseguenza non siamo obbligati a rispettare, come invece valutato dalla commissione finanze, i limiti massimi di dipendenti assunti, che non devono invece essere superati dagli enti dissestati.

E a prescindere da questo – aggiunge il sindaco – la nostra rimodulazione puntava in maniera dichiarata ad una riduzione del numero dei dipendenti, approfittando del pensionamento, e ad una stabilizzazione a 12 ore settimanale dei 117 contrattisti. Inoltre, nel novero delle assunzioni, erano state fatte rientrare anche le sei progressioni verticali previste, anch’esse bloccate dalla commissione finanze.

Da qui – conclude il primo cittadino – la decisione di inoltrare ricorso al Tar di Catania avverso le valutazioni di merito eccessivamente restrittive adottate dalla commissione finanze». Il ricorso è stato sottoscritto in queste ore anche dagli stessi contrattisti, che ambiscono ad una stabilizzazione, seppure a 12 ore, dopo anni di precariato a palazzo San Domenico.

Anche i sindacati, con in testa la Cgil, si sono detti favorevoli alla scelta operata dall’ente di ricorrere al Tar. La proposta presentata dall’ente alla commissione finanza, sulla quale è stato espresso parere negativo, prevedeva, oltre alla stabilizzazione a 12 ore dei 117 contrattisti e alle sei progressioni verticali, anche la riduzione della pianta organica, attualmente occupata da 477 dipendenti, da 679 posti a 586.

Alla delibera erano stati altresì acclusi nove allegati con le informazioni su Modica, richieste dai magistrati della Corte dei conti di Palermo: entità della popolazione rispetto all’organico in forza all’ente; i motivi sul mancato rispetto del patto di stabilità e i costi del personale nel’ultimo triennio. Nel 2010 sarà dunque il Tar a pronunciarsi sulla vicenda.