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MODICA - 13/12/2009
Attualità - Modica: prese di posizione dopo il vertice romano al Ministero per le politiche agricole

Cioccolato modicano: dopo la De.co. per la tutela, l´oblio

A distanza di sei anni dal lungo iter intrapreso da enti, organismi e consorzio di tutela del cioccolato modicano per l’ottenimento del marchio d’identificazione geografica protetta, si è tornati al punto di partenza

La vicenda del marchio da adottare per la tutela del cioccolato modicano ricorda da vicino il gioco dell’oca. A distanza di sei anni dal lungo iter intrapreso da enti, organismi e consorzio di tutela del cioccolato modicano per l’ottenimento del marchio d’identificazione geografica protetta, si è difatti tornati al punto di partenza.

Dopo il dato di fatto della non praticabilità del marchio Igp, ci si sta concentrando sul marchio geografico collettivo. Dimenticando, però, che già nel 2003 un marchio simile era stato ottenuto per il dolce prodotto: si tratta del «deco», la denominazione comunale per la tutela dei prodotti del territorio. La precedente amministrazione, in attesa dell’ottenimento dell’Igp per il dolce prodotto, era giunto alle fasi conclusive del progetto «deco», poi misteriosamente persosi nei meandri di una burocrazia, a tratti, davvero contorta.

Con il cambio di giunta a palazzo San Domenico, del progetto «deco» non si è saputo più nulla, nonostante fosse già ormai un dato in pratica acquisito per la tutela del cioccolato modicano. Il marchio geografico collettivo altro non è se non una sorta di evoluzione, più nel nome che nella sostanza, del vecchio marchio «deco». In parole povere, è come se ci stia battendo per raggiungere un obiettivo già centrato anni fa. Ma non basta.

Il mancato ottenimento del marchio Igp, al di la delle mutate condizioni in ambito europeo, è in pratica addebitabile a quanti hanno impiegato troppo tempo nel venire fuori dalle pastoie burocratiche che caratterizzano iter complessi come questo. In una nota di qualche tempo fa inviata dal ministero alle politiche agricole di Roma, si esortava gli organismi proponenti per l’ottenimento del marchio Igp a fornire la documentazione necessaria per l’ottenimento del marchio.

Nulla del genere venne fatto e, nel frattempo, si registrò un avvicendamento nella direzione del ministero. Il nuovo direttore ha interpretato in maniera differente la normativa, recependo in toto quanto stabilito dalla Comunità europea: non si può concedere l’Igp ad un territorio diverso da quello dove, come nella fattispecie, viene prodotto il cacao. A questo punto, o si abbandonava fin da subito la strada Igp, oppure ci si affrettava a completare tutti i passaggi necessari al raggiungimento dell’obiettivo. Ormai è troppo tardi e tutti boicottano l’Igp.

Solo il presidente della Camera di commercio Giuseppe Tumino e mezza dozzina di consiglieri provinciali intendono continuare a perseguire l’obiettivo, pur con qualche responsabilità nella lentezza dell’iter che ha contraddistinto questi lunghi anni . Ma Tumino e i consiglieri si scontrano adesso con le idee del deputato nazionale Nino Minardo, del sindaco di Modica Antonello Buscema, del suo vice Enzo Scarso e dell’assessore Nino Frasca Caccia, che elogiano il marchio collettivo europeo, predicando l’avvio di un fronte comune, senza divisioni di sorta, per ottenere quello che, come accennato, è molto simile al vecchio «deco».

Per il parlamentare Nino Minardo «non serve a nulla creare false aspettative con frasi che hanno come unico esito quello di non aiutare i produttori ed il territorio. Ottenere l’Igp per il cioccolato modicano è impossibile, e Tumino lo sapeva già da mesi. Anche la strada del marchio Stg (specialità tradizionale garantita) è inaccessibile e per due motivi – conclude Minardo – in primis perché non tutela il territorio, e poi perché il cioccolato di Modica non possiede i requisiti tecnici per ottenere questo marchio, come invece avvenuto per la pizza alla napoletana.

L´OPINIONE DEL PRESIDENTE DELLA CAMERA DI COMMERCIO TUMINO E DI MEZZA DOZZINA DI CONSIGLIERI PROVINCIALI
Il marchio collettivo geografico non convince. Per la tutela del cioccolato modicano è meglio l’identificazione geografica protetta. Ne è convinto il presidente della Camera di commercio Giuseppe Tumino, che, all’indomani del vertice romano sulla nuova strada da intraprendere per la tutela del dolce prodotto, intende puntare ancora sull’Igp, invece della soluzione del marchio geografico collettivo, prospettata al Ministero per le politiche agricole. Tumino è difatti dell’idea che solo l’Igp può tutelare il cioccolato modicano. Non è però chiaro come si addiverrà a questa soluzione, visto che il nuovo direttore del Ministero ha ribadito che l’Igp non sarà mai concesso dalla Comunità europea, in quanto il cacao viene lavorato in luoghi diversi da quello dove viene prodotto.

Di tenore opposto era invece la visione del predecessore. Da qui i sei anni di lungaggini burocratiche e iter contorti andati, forse, persi. Tumino nutre però una certa fiducia sul fatto che ancora nulla è del tutto perduto. «Napoli – dice Tumino – ha ottenuto il marchio Igp per la pizza dopo un decennio di battaglie. Non vedo – conclude il presidente della Camcom – perché ciò non possa ripetersi anche per il cioccolato modicano». L’accantonamento definitivo dell’ipotesi Igp era stata prospettata dal deputato nazionale Nino Minardo.

Intanto l’assessore provinciale allo sviluppo economico Enzo Cavallo ritiene che, a seguito di quanto discusso coi responsabili ministeriali a Roma, occorre valutare adeguatamente le scelte da operare al fine di evitare passaggi affrettati. «Al di la dei pronunciamenti e dei vari proclami – afferma Cavallo – occorre muoversi per centrare gli obiettivi che interessano i nostri produttori ed il nostro territorio.

Per questo – dice Cavallo – appare indispensabile la convocazione di uno specifico incontro per fare il punto sulla situazione e per individuare il percorso da seguire insieme, nell’interesse di tutti. Ai produttori – conclude l’assessore provinciale – serve un marchio che permetta di identificare il cioccolato modicano, la sua origine artigianale ed il suo legame col territorio: e ciò per combattere ogni tipo di contraffazione e per impedire che il cioccolato modicano possa essere prodotto altrove».

C´E´ MARCHIO E MARCHIO...
Rischia di sortire il classico effetto boomerang la scelta di adottare, per la tutela del cioccolato modicano, il marchio collettivo geografico. La decisione di percorrere questa strada è stata assunta nel corso del vertice di giovedì mattina a Roma tra una delegazione iblea guidata dal parlamentare nazionale Nino Minardo e i funzionari del Ministero alle politiche agricole.

L’effetto boomerang sarebbe dato dal fatto che, in poche parole, questo marchio non impedirebbe ad altri produttori di poter adottare la denominazione di «cioccolato modicano» anche a fini meramente descrittivi di cioccolato lavorato in paesi diversi da Modica. E’ quanto stabilito a suo tempo dal legislatore, in quanto il marchio geografico collettivo è pur sempre un´indicazione generica e la sua gestione, in via esclusiva da parte del titolare, potrebbe prestarsi ad abusi ed effetti deleteri sulla libera concorrenza.

«Quale limitazione del diritto di esclusiva – si legge nel disciplinare del marchio geografico collettivo – al titolare di un marchio collettivo geografico è inibito vietare l´uso del nome geografico quando esso sia conforme ai principi di correttezza professionale, ovvero limitato alla funzione di indicazione della provenienza, o agli usi consueti di lealtà. La registrazione di un marchio collettivo geografico non impedisce, pertanto, ad un terzo di avvalersi del nome geografico oggetto del marchio per indicare, anche se solo con finalità descrittive, e quindi al di fuori del marchio in senso proprio, il luogo di provenienza dei propri prodotti».

Da palazzo San Domenico si tende invece ad esultare per gli esiti, in verità ancora assai vaghi, di questo primo vertice romano, al quale ne seguiranno altri per tracciare i punti cardine dell’iter da seguire. «Riteniamo che il marchio geografico collettivo – dicono il sindaco Antonello Buscema e il suo vice Enzo Scarso – sia uno strumento innovativo che garantirà un’equa tutela al cioccolato di Modica. Il comune, ove questa soluzione sarà concretizzabile in tempi brevi – concludono Buscema e Scarso si farà carico di registrare e depositare il marchio e trasferirlo ai produttori di cioccolato della città».

Intanto i consiglieri provinciali Bartolo Ficili, Salvatore Mandarà, Enzo Pelligra, Salvatore Moltisanti, Salvatore Criscione e Marco Nanì puntano ancora sull’identità geografica protetta. I consiglieri hanno inoltrato al presidente del consiglio Giovanni Occhipinti una mozione d’indirizzo la cui approvazione attivi la giunta e gli assessori di competenza al riconoscimento del marchio Igp presso gli organi competenti».