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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:53 - Lettori online 1129
MODICA - 23/11/2009
Attualità - Dal capoluogo isolano i giudici intendono capire le cause del disavanzo dei due enti

I sindaci di Modica e Comiso chiamati dalla Corte dei conti

I magistrati chiedono altresì lumi sul numero, giudicato eccessivo, di dipendenti comunali a Modica

I magistrati della Corte dei Conti hanno convocato per metà settimana a Palermo il sindaco di Modica Antonello Buscema e l’assessore al bilancio Giuseppe Sammito per farsi spiegare come il comune abbia potuto accumulare disavanzi così consistenti in così pochi anni e perché il numero di dipendenti comunali sia così superiore rispetto alle reali esigenze dell’ente.

Dal capoluogo isolano la Corte dei conti chiede quindi conto e ragione all’amministrazione comunale di Modica sull’entità così consistente dei disavanzi di bilancio e sul numero, giudicato eccessivo, di dipendenti comunali. Le domande che i magistrati palermitani hanno posto per via epistolare ad Antonello Buscema riguardano in particolare i motivi per i quali sia stato maturato nel 2007 un disavanzo di gestione di cinque milioni 749mila euro ed inoltre come è maturato un debito di 21 milioni 306mila euro tanto da non consentire al comune di rispettare il patto di stabilità.

La magistratura contabile inoltre ha chiesto al sindaco di spiegare il perché dell’elevato numero di dipendenti a palazzo S. Domenico rispetto alla popolazione residente. Il sindaco Buscema e l’assessore al bilancio Giuseppe Sammito spiegheranno ai magistrati che nel 2007 erano state previste entrate per oneri di urbanizzazione di sei milioni 789mila euro mentre in effetti sono entrati in casa appena due milioni. Per le uscite il caso più paradossale è l’Enel per il cui costo era stato iscritto un milione e mezzo di euro mentre la spesa reale è stata il doppio e cioè tremilioni di euro. Queste le cause principali alla base de disavanzo.

Intanto la delibera sul riequilibrio di bilancio è stata approvata in giunta e si avvia per l’approvazione in consiglio comunale. E’ il passo fondamentale per evitare l’annunciato commissariamento da parte della regione e che alla luce dell’approvazione, sarà dunque scongiurato. La strada del risanamento è comunque ancora lunga e pare che, dal prossimo anno, la mannaia calerà sui servizi sociali, il cui costo, come precisa Sammito, pesa come un macigno sul bilancio dell’ente.

Anche il deficit del comune di Comiso negli anni dal 2005 al 2007 è sotto la lente d´ingrandimento della Corte dei Conti. La sezione controllo della Corte ha convocato il primo cittadino che dovrà riferire sul deficit d cassa in quegli anni.

Giuseppe Alfano era già stato a Palermo nel gennaio scorso, sempre su convocazione della Corte, che lo aveva sentito dopo aver ricevuto il conto consuntivo del 2007 che aveva un deficit di 7 milioni 233mila euro. In particolare si esaminerà la riscossione inesistente per gli accertamenti 2005, 2006 e 2007 per recupero evasione tributaria, l’errata collocazione di somme impegnate nei capitoli di spesa, che ha generato il mancato rispetto del patto di stabilità per il 2007, l’utilizzo improprio di partite di giro, come accertato dai revisori dei conti.