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MODICA - 17/11/2009
Attualità - Modica: il comitato promotore annovera 34 persone che vogliono un paese nuovo

Nino Scivoletto nella Modica scissionista di "Città giardino"

58 anni, già assessore e consigliere comunale a palazzo S. Domenico, ex presidente della provincia, è anima e portavoce di un nutrito gruppo di cittadini
Foto CorrierediRagusa.it

I veli di Modica «Città giardino» cadranno ufficialmente il 12 dicembre quando il comitato promotore presenterà la bozza costitutiva dell’organismo. L’idea di dar vita ad una città nuova va quindi avanti.

Lo conferma Nino Scivoletto (nella foto), 58 anni, già assessore e consigliere comunale a palazzo S. Domenico, ex presidente della provincia, che è anima e portavoce di un nutrito gruppo di cittadini. «Il comitato promotore – dice Nino Scivoletto- è formato da 34 persone; si tratta di imprenditori, commercianti, professionisti, uomini di cultura che hanno abbracciato subito l’idea e ci stanno lavorando su. Sono in corso riunioni per studiare l’assetto geografico, urbanistico, viario della nuova città. Registro entusiasmo, un grande coinvolgimento che mi conforta dopo avere lanciato l’idea tra un ristretto numero di amici».

L’idea è quella di disegnare una nuova comunità cittadina che vada da Montesano a Maganuco passando per Frigintini ed avendo come nucleo pulsante il quartiere S. Cuore come cuore commerciale e l’area Asi come nucleo industriale. «Non sarà solo una città industriale e commerciale ma avrà una ben definita identità storica perché Cava Ispica, la valle del Tellesimo e la zona archeologica di Treppiedi –spiega Nino Scivoletto- saranno il legame tra il passato e la città giardino di nuova costituzione».

Nino Scivoletto insieme ad alcuni avvocati ha lavorato anche all’aspetto normativo per avviare la richiesta di separazione da Modica. «La legge 30 del 2000 all’articolo 3 –dice Scivoletto- prevede che nel nuovo comune siano residenti non meno di venti mila elettori e che il comune da cui provengano non sia inferiore a dieci mila abitanti. I numeri sono tutti a posto perché nell’area della città giardino si contano oggi ben 22mila 300 elettori. Noi ci siamo dati sei mesi di tempo dalla costituzione ufficiale del comitato promotore per definire la cartografia e fissare le sezioni elettorali in modo da avviare la richiesta all’assessorato regionale agli enti locali. Ci crediamo e vogliamo percorrere la strada fino in fondo».

Il comitato promotore vuole per il momento mantenere l’assoluto riservo a lascia a Nino Scivoletto il compito di chiarire da dove parte l’esigenza di una nuova città « L’analisi è presto fatta –dice Scivoletto- Oggi abbiamo una città divisa in due; quella barocca con i suoi monumenti, chiese e storia che deve pensare ad organizzare un’economia basata su turismo e servizi. Dall’altra un’altra comunità che guarda verso il mare, lo sviluppo commerciale ed industriale con tempi e modalità diversi. E’ una città che ha bisogno di infrastrutture nuove, di un piano regolatore nuovo, di nuovi insediamenti a monte della zona industriale.

L’idea di città giardino nasce dall’esigenza di calibrare lo sviluppo di imprese e commercio alle loro esigenze senza attendere i tempi di una città storica che deve pensare invece al recupero ed al mantenimento della sua bellezza. Si contrappongono così due visioni; quella della città storica e quella di città imprenditoriale come da sempre nella vocazione della parte nuova della città. Non sappiamo se il progetto città giardino andrà avanti ma siamo intanto contenti di avere avviato un dibattito politico nella città su temi riguardanti lo sviluppo e l’economia visto che questo latita da tempo». Nata e lanciata l’idea il comitato dovrà anche pensare a dare una identità ai suoi abitanti; come si chiameranno i nuovi abitanti di Città Giardino? Anche su questo il comitato attende proposte.