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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1437
MODICA - 14/11/2007
Attualità - Modica - Il ragazzo deceduto nell’incidente dello scorso marzo

Il ricordo di Raffaele Pluchino
rivive in una borsa di studio
per gli studenti più meritevoli

La prima beneficiaria è stata la modicana Valentina Alecci Foto Corrierediragusa.it

Un ricordo vivo e costante quello di Raffaele Pluchino, il giovane modicano che ha perso la vita in un tragico incidente stradale lo scorso 14 marzo al quartiere Dente, un ricordo che viene alimentato dall’istituzionalizzazione di una borsa di studio a lui intitolata da parte dell’Itc ?Archimede’ di Modica, che Raffaele frequentava. La prima assegnataria di 2.500 euro è stata la modicana Valentina Alecci (nella foto mentre riceve l´attestato dal preside Giovanni Incatasciato), 19 anni, diplomatasi l’anno scorso con 100/100, risultando la migliore tra gli studenti, avendo riportato la media dell’8 nel triennio.

La studentessa, che oggi frequenta la Facoltà di Economia aziendale a Modica, si è detta emozionata, ma soprattutto «onorata» di questo premio, che va ad affiancarsi alle iniziative volute dal dirigente scolastico prof. Giovanni Incatasciato, collaborato dal prof. Giovanni Ragusa, in ricordo di Raffaele Pluchino, come il Premio Bontà assegnato lo scorso luglio e l’intitolazione del laboratorio linguistico al giovane.

Commossi i genitori di Raffaele, Giovanni e Rosetta, che hanno proposto una serie di incontri con i genitori di studenti di qualunque scuola per discutere delle problematiche dei giovani. Si arricchisce di significato, dunque, l’istituzione della borsa di studio, con l’invito ai giovani rivolto dalla cugina di Raffele, Elisa, e dal dirigente Incatasciato, a non fermarsi dinanzi alle prime difficoltà che si presentano a scuola e nella vita, e a studiare per raggiungere sì traguardi importanti come la borsa di studio, ma soprattutto per la propria crescita personale.

«Il compito degli insegnanti, infatti - ha detto Elisa - è quello di educare nel senso originario del termine, ossia di lavorare per fare emergere le peculiarità degli studenti attraverso uno scambio di saperi e di umanità». Insomma una scuola nuova, come auspica il dirigente scolastico, che ha ricordato ai giovani che è possibile «realizzare la loro migliore umanità» partendo dalla scuola.