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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 623
MODICA - 10/11/2009
Attualità - In pericolo i finanziamenti per 24 aziende del comprensorio

Il consorzio Terre della Contea a rischio sopravvivenza

I quattro comuni del comprensorio non hanno finanziato il consorzio che fa da tramite tra il ministero ed il territorio

All’inizio fu la società consortile Terre della Contea. E’ stata per otto anni la società che ha gestito il patto territoriale sottoscritto dai quattro comuni del comprensorio, Modica capofila, Scicli, Ispica e Pozzallo.

E’ stata annunciata con grande enfasi per le possibilità di accedere a fondi agevolati per aziende ed enti pubblici che dovevano realizzare opere infrastrutturali. Oggi la società non esiste di fatto, non ha un ufficio, un numero di telefono, una sede, per il disinteresse degli enti sottoscrittori che sono venuti meno ai loro obblighi. In mezzo c’è il futuro di una ventina di aziende del comparto zootecnico e florovivaistico del comprensorio che vedono in pericolo i loro finanziamenti.

Da due anni a questa parte la società consortile Terra della Contea non opera di fatto perché i quattro comuni hanno omesso di finanziare le spese di gestione dell’organismo, che si avvale di due impiegati, che è essenziale per la gestione e l’ottenimento dei trasferimenti a favore delle aziende che hanno titolo ad accedervi. La sede di via S. Cuore è stata chiusa, i mobili accatastati presso una stanza dell’ufficio turistico nella sede distaccata del comune a S. Margherita dove non è possibile di fatto lavorare. I due impiegati non ricevono lo stipendio da quasi due anni e tutta l’attività della società di gestione è bloccata. L’avvicendamento del presidente, da Ernesto Guerrieri a Peppe Virderi, entrambi agronomi, il primo di Modica, il secondo di Scicli, non ha prodotto risultati perché il problema di fondo sono le somme che i quattro comuni dovrebbero erogare per il funzionamento; solo Scicli si è ricordato del suo impegno versando una quota minima, cinque mila euro, senza risolvere molto visto che il comune capofila si è tirato indietro per le note difficoltà finanziarie di palazzo S. Domenico.

Eppure la società di gestione è fondamentale perché è riuscita in questi sette anni di attività a far convogliare ben 15 milioni di euro a favore di 24 aziende del territorio; a Modica in particolare aziende agricole e zootecniche, a Scicli quattro aziende florovivaistiche oggi affermate anche in campo europeo, ad Ispica aziende agricole che operano nel settore della distribuzione degli ortaggi. Il problema delle 24 aziende è quello di dovere certificare oggi i lavori effettuati, le innovazioni tecnologiche apportate, i macchinari rinnovati grazie ai fondi ricevuti; la documentazione ed i verbali di collaudo dovrebbero essere prodotti proprio dalla società che esiste solo sulla carta ma che non opera di fatto per cui grandi sono i timori dei titolari delle aziende beneficiarie di dovere restituire le somme.

Altro particolare non trascurabile è che c’è ancora disponibile un milione di euro a favore della società consortile Terre della Contea ma nessuno sa come accedervi vista la situazione di assoluto abbandono in cui l’ente si è venuto a trovare. Anche i comuni sottoscrittori del patto avrebbero a disposizione delle somme da destinare ad opere infrastrutturali ma il blocco delle attività della società penalizza anche gli enti interessati.

«La questione è politica – dicono alcuni titolari di aziende zootecniche operanti nel modicano- I nostri parlamentari dovrebbero interessarsi perché la società torni ad operare e non si perdano i finanziamenti. Ed i comuni dovrebbero fare il loro dovere mettendo in condizione la struttura di lavorare e di essere punto di riferimento per tutti noi come è stato per gli anni passati».