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MODICA - 05/11/2009
Attualità - Modica: Appaltati i lavori per il completamento del tempio

Nella chiesa di S. Giovanni le sculture del maestro Messina

La storia della presenza dello scultore a S. Giovanni è raccontata da Teresa Ruta, parrocchiana e figlia di un benefattore della chiesa che contribuì alla realizzazione delle due opere dell’artista
Foto CorrierediRagusa.it

In fase di appalto i lavori per il restauro degli interni della chiesa di S. Giovanni. E’ l’atto finale per il completamento della chiesa il cui esterno è stato già sottoposto a lavori di consolidamento e pulitura della pietra per un effetto finale molto gradevole e rispettoso della architettura barocca della chiesa. La chiesa di S. Giovanni è ormai chiusa da sette anni e numerose sono state le iniziative di associazioni e movimenti che hanno chiesto la riapertura della chiesa.

Il finanziamento da parte della protezione civile e l’appalto dei lavori dovrebbe chiudere una storia infinita costellata di ritardi e negligenze. L’interno di S. Giovanni è di pregevole fattura ed è arricchito da tre sculture di uno dei massimi artisti italiani. Si tratta di Francesco Messina (nella foto), presente con le sue opere all’Accademia di Brera a Milano, alla galleria di arte moderna a Roma, a S. Pietro a Roma con il monumento a Pio XII; di Messina è molto noto anche il cavallo morente posto davanti alla sede Rai di Roma.

La storia della presenza dello scultore a S. Giovanni è raccontata da Teresa Ruta, parrocchiana e figlia di un benefattore della chiesa che contribuì alla realizzazione delle due opere dell’artista.

«Si era negli anni a cavallo tra il 1945 ed il 1947 – racconta Teresa Ruta- Francesco Messina venne chiamato a Modica dal parroco Vincenzo Zacco su suggerimento di don Gaudioso di Linguaglossa, paese originario di Francesco Messina. L’artista scolpì due pannelli proprio a Linguaglossa; la moltiplicazione dei pani e l’Ultima Cena come decorazione della cappella del Sacramento». Messina operò direttamente a S. Giovanni per scolpire anche due putti che sostengono uno scudo sul quale è scolpito un pellicano.

Nelle parti laterali dell’arco sono scolpiti anche dei rami di vite intrecciati con l’uva. Il recupero degli stucchi, delle decorazioni e delle opere artistiche presenti lungo le navate della chiesa è doveroso per restituire alla memoria ed alla storia della città un monumento che versa oggi in stato di abbandono. Le sculture di Francesco Messina arricchiscono la chiesa e testimoniano il passaggio in città di uno degli artisti più rappresentativi dell’età contemporanea.