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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 721
MODICA - 29/10/2009
Attualità - Modica: oggetto del contendere l’organizzazione dell’orario di lavoro

Modica: sindacati contro giunta sui dipendenti

La questione riguarda il provvedimento del sindaco con il quale dall’inizio del prossimo mese viene disposto che il personale comunale, pur rientrando in ufficio due volte la settimana, martedì e giovedì, avrà diritto solo ad un buono pasto

«E’ una ritorsione», dicono i sindacati al sindaco; «La vostra è solo una sceneggiata», risponde l’amministrazione. Altissima tensione a palazzo S. Domenico tra i sindacati dei dipendenti comunali ed il sindaco Antonello Buscema. Dopo l’affondo del sindaco sulla questione spazzatura con accuse lanciate pubblicamente dall’aula consiliare di palazzo S. Domenico nei confronti di qualche rappresentante sindacale colpevole di badare solo agli interessi della categoria e non a quelli generali i toni restano surriscaldati; stavolta l’oggetto del contendere è l’organizzazione dell’orario di lavoro dei dipendenti.

Per Cgil, Cisl, Uil, Diccap, Siulp e Fpl, l’atteggiamento dell’amministrazione è persecutorio. La questione riguarda il provvedimento del sindaco con il quale dall’inizio del prossimo mese viene disposto che il personale comunale, pur rientrando in ufficio due volte la settimana, martedì e giovedì, avrà diritto solo ad un buono pasto. Il secondo rientro infatti viene previsto con una diversa organizzazione dell’orario che consente all’amministrazione di risparmiare circa 150mila euro per il costo del rimborso dei pasti.

E’ una misura voluta per tagliare spese di funzionamento dell’ente e realizzare risparmi. I sindacati non hanno gradito la mossa del sindaco anche perché la ritengono unilaterale «Siamo contrari nel merito e nel metodo; la decisione assunta arriva in tempi sospetti, dopo una serie di diatribe ingaggiate con i sindacati ed ha il sapore della ritorsione che mal si adatta ad un normale rapporto con noi» dicono i segretari aziendali in coro.

«Abbiamo avanzato ai sindacati la nostra proposta da tempo e non abbiamo ricevuto risposta –dice l’assessore al bilancio Peppe Sammito- Abbiamo fatto dunque la nostra scelta, dove è il problema ? Non accettiamo tuttavia le valutazioni espresse nel loro documento; registriamo una serie stucchevole di contumelie su presunti atteggiamenti persecutori o ritorsivi o irrispettosi da parte nostra fino al punto da evidenziare addirittura un contrasto tra i principi del cattolicesimo e la specifica decisione sui buoni pasto» Siamo stati fin troppo pazienti verso i metodi estremi di un sindacalismo che, in nome della tutela dei dipendenti, non si rende minimamente conto che la tutela della città e dei dipendenti passa proprio attraverso il capovolgimento dei metodi e delle scelte che hanno condotto al disastro che abbiamo ereditato un anno fa.

Nessuno di questi sindacalisti pensi che l’amministrazione –dice l’assessore Sammito- possa passare sopra le denunce e i toni di sfida. E’ ora di rimettere l’interesse pubblico al centro dell’attenzione generale». Se non è muro contro muro, poco ci manca ed il sindacato già pensa a come rintuzzare questa iniziativa della amministrazione anche alla luce della piccata risposta dell’assessore al bilancio. «E’ paradossale – dice un rappresentante sindacale della Cgil- che una amministrazione che si definisce di sinistra possa andare, con questo e con altri provvedimenti che sono maturati e presi nel corso di questi mesi, contro le legittime aspettative del mondo del lavoro. Non ce lo saremmo mai aspettato».