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MODICA - 12/11/2007
Attualità - Modica - Dopo la sospensione decisa dal Tar del referendum per il passaggio di 23 contrade modicane al comune di Pozzallo

Torchi: "Non possiamo essere divisi da questioni di lana caprina"

Palazzo San Domenico tende la mano del dialogo Foto Corrierediragusa.it

Sospeso il referendum per il passaggio di ventitrè contrade modicane al comune di Pozzallo. Il tribunale amministrativo regionale ha infatti accolto la richiesta di sospensiva presentata dal sindaco di Modica Piero Torchi (nella foto). Il referendum era stato già fissato per il mese prossimo e doveva coinvolgere solo i residenti delle contrade interessate al passaggio al comune di Pozzallo.

Il ricorso presentato dagli avvocati Franco D’Urso e Giovanni Petruzzella è fondato sul fatto che solo il dieci per cento del territorio e solo 346 persone ricadenti al suo interno avrebbero avuto la possibilità di esprimere la loro volontà a fronte di una popolazione complessiva di oltre 50 mila abitanti. «Abbiamo da sempre sostenuto la giustezza delle nostre tesi-commenta il Sindaco Piero Torchi- ma oggi anziché festeggiare, come incautamente ha fatto qualche ex amministratore di Pozzallo, lanciamo l’offerta di dialogo nella consapevolezza che i nostri territori sono troppo sinergici per poter essere divisi da questioni di lana caprina.»

Il referendum, quindi, non si farà. Sarà sempre l´assessorato regionale alle autonomie locali ad individuare un´altra soluzione per risolvere la vicenda, sulla quale era di recente interventuto Salvatore Rando, del Movimento azzurro.

L´autorizzazione al referendum avrebbe prospettato il rischio della perdita, per mano di poche centinaia di residenti, di una fetta di territorio assai significativa per Modica, dal punto di vista economico e culturale.

Un grave danno al progetto di sviluppo programmato dall’amministrazione e dalle forze imprenditoriali verso l’area industriale Modica ? Pozzallo e le contrade limitrofe. Il decreto regionale pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 24 agosto scorso e adesso annullato dal Tar di Palermo coinvolgeva nel referendum solo gli elettori residenti nel territorio interessato dallo scorporo.

Le 23 contrade che, in base all´esito del referendum, sarebbero dovute passare sotto la giurisdizione di Pozzallo sono: Fargione, Daniele, Zimmardo, Bellamagna, Cella, Turischedda, Piano Lauro, Benarifi, Musalli, Graffolongo, Arnia, Giarrusso, S. Rosalia, Caranzonza, Busita, Mandra Vecchia, Padre Ignazio, Serrafiori, Liccio, Serra D’Amenta, Badiola, Pietre Bianche e Puntare Scarsi.