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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 994
MODICA - 06/10/2009
Attualità - Modica: costoni pericolanti, alvei occlusi, strade senza sbocco, disboscamenti selvaggi

Scifo: "Un milione e mezzo da Berlusconi per Modica"

Torrente S. Liberale: lungo i trecento metri che scendono a valle dal ponte di S. Giuliano c’è di tutto. Non vorremmo un giorno dover scrivere di "una tragedia annunciata"
Foto CorrierediRagusa.it

Un milione e mezzo di euro per ripulire l’alveo del torrente San Liberale e sgomberare la collina di Monserrato dai tronchi degli alberi tagliati o bruciati, mettendo altresì in sicurezza gli altri costoni che sovrastano la città, a cominciare dalla Giacanta.

Il responsabile della protezione civile e assessore all’urbanistica Elio Scifo (nella foto) intende chiedere i fondi al governo. «L’apocalisse Messina – dice Scifo – ha indotto il premier Berlusconi a destinare un miliardo per la ricostruzione delle case. Come amministrazione, riteniamo che anche il resto della regione debba ricevere le somme richieste, per consentire alle amministrazioni di eliminare pericoli tangibili nelle cosiddette zone ad alto rischio idrogeologico.

Non è il caso di Modica – prosegue Scifo – perché, rispetto all’alluvione del 1902, gli alvei dei fiumi si sono notevolmente ridotti o addirittura chiusi, come nel caso del torrente che scorreva sotto corso Umberto I. Anche il torrente San Liberale non creerebbe problemi grossi, nemmeno in caso di piogge intense». Proprio nell’alveo invaso da rifiuti di ogni genere, massi e materiale ferroso e di risulta, si è svolto ieri mattina un sopralluogo dei tecnici del genio civile di Ragusa, accompagnati dallo stesso Scifo e dai funzionari comunali. E’ emersa la necessità di liberare quanto prima l’alveo dai detriti, aldilà della consapevolezza che eventuali pericoli potrebbero comunque essere fronteggiati.

«Prevenire è sempre meglio che curare – dice Scifo – e pertanto procederemo il prima possibile a sgomberare l’alveo dai rifiuti. Ma per interventi più radicali bisogna attendere i soldi dallo Stato, perché i comuni, com’è noto, sono a secco. Poi spetterà alle stesse amministrazioni o al Genio Civile impiegare le somme. Nel nostro caso, come accennato, procederemo alla messa in sicurezza dei costoni». Interventi in questo senso furono effettuati qualche anno fa, dalla precedente amministrazione, per quanto riguarda il centro storico. Ma tornando al torrente del San Liberale, che scorre alle spalle di via San Giuliano, com’è stato possibile costruire a un paio di metri dall’alveo?

«Ritengo – dice Scifo – che sussistano tutte le autorizzazioni del caso. Ma spesso, più che alle norme, si dovrebbe prestare attenzione al buonsenso. Io non avrei rilasciato nessuna autorizzazione, e, soprattutto, non avrei mai acquistato appartamenti in zone come questa. In ogni caso – aggiunge Scifo – accerteremo eventuali irregolarità e procederemo di conseguenza. Nessuna sanatoria sarà concessa per i circa 300 edifici abusivi che insistono soprattutto lungo il litorale, con case edificate a meno di 150 metri dalla battigia.

Ma non faremo eccezione neanche per gli stabili abusivi del centro storico o di altre zone della città. A breve – continua l’assessore all’urbanistica – riporterò il piano regolatore generale all’attenzione del consiglio comunale per l’approvazione definitiva, aldilà della necessità d’integrarlo con la valutazione ambientale strategica. E’ difatti in esame all’Ars la possibilità di far approvare i prg in quei comuni dove lo strumento urbanistico è in fase avanzata di redazione, come nel nostro caso, senza i Vas. In caso contrario – conclude Scifo – la città rischierebbe di dover attendere un altro ventennio per potersi vedere assicurato uno sviluppo urbanistico ordinato e coerente, nel pieno rispetto del territorio e delle sue peculiarità».

QUEL PERICOLOSO ALVEO
Costoni pericolanti, alvei occlusi, strade senza sbocco, disboscamenti selvaggi. La tragedia di Messina conferma quello che tutti i siciliani sanno da tempo; il territorio è devastato per scelte di lungo, medio e breve periodo. Perché la speculazione, la mancanza di piani regolatori, affarismi, hanno creato veri e propri mostri, pericoli che ogni giorno incombono sulla vita delle nostre città. Corrierediragusa.it offre qualche spunto di riflessione e soprattutto qualche fatto che è sotto gli occhi di tutti, amministratori, sovrintendenze, genio civile, funzionari regionali, semplici cittadini, ma sui quali si sonnecchia o si chiudono entrambi gli occhi nella speranza di non dover mai utilizzare un giorno una espressione giornalistica abusata, «tragedia annunciata», quasi a certificare l’inevitabilità degli eventi ma che di evitabile ha tutto, se solo si volesse. In tempo.

Modica, torrente S. Liberale (nella foto sotto). Lungo i trecento metri che scendono a valle dal ponte di S. Giuliano c’è di tutto. Depositi e magazzini all’aria aperta sull’alveo del torrente, case ai bordi dei muri di contenimento,parcheggi spontanei, garage che si affacciano sul torrente. A metà del torrente ci sono travi in acciaio parcheggiate in attesa che qualcuno le ritiri, pneumatici di grandi dimensioni, cumuli di massi; potenziali elementi che in caso di piogge torrenziali arriverebbero come e veri proiettili a valle o ostruirebbero il defluire delle acque senza lasciare scampo. Negli ultimi decenni l’alveo del S. Liberale è diventato una lottizzazione, un territorio dove non ci sono state regole e dove la corsa all’occupazione è stato l’interesse primario senza che qualcuno alzasse un dito.

Oggi c’è ancora chi costruisce avendo aavuto il permesso di costruire; a due metri dall’alveo è in costruzione un edificio, di cui si vedono già plinti ed armature in ferro. L’alveo è ormai ristretto a pochi metri e dovrebbe smaltire la potenzialità di acque che vengono giù da tre colline sulle quali gli alberi si sono diradati e le costruzioni a loro volta abbondano. Dovremo sperare nella bontà della natura o nella consapevolezza di amministratori e tecnici in grado di disinnescare una bomba ?

Pioggia battente nell´alveo del torrente S. Liberale, lungo la via San Giuliano