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MODICA - 10/09/2009
Attualità - Modica: il fascicolo è passato al giudice per le udienze preliminari

Cani assassini: ufficialmente chiuse le indagini della procura

Risale allo scorso marzo l’incubo dei randagi, che sbranarono vivo, uccidendolo, il bambino modicano di 10 anni Giuseppe Brafa, sfigurando 24 ore dopo una turista tedesca intenta a fare jogging sulla spiaggia

Sono state ufficialmente chiuse le indagini sui cani assassini del Pisciotto. Il sostituto procuratore Maria Mocciaro, titolare dell’inchiesta, ha consegnato il fascicolo al giudice per le udienze preliminari Maurizio Rubino, che procederà in tempi brevi. Risale allo scorso marzo l’incubo dei randagi, che sbranarono vivo, uccidendolo, il bambino modicano di 10 anni Giuseppe Brafa, sfigurando 24 ore dopo una turista tedesca intenta a fare jogging sulla spiaggia.

Questi i nomi degli indagati: il sindaco di Scicli Giovanni Venticinque; il comandante della Polizia municipale di Scicli Franco Nifosì; il maresciallo dei Carabinieri e comandante della stazione di Sampieri Giuseppe Agosta; l’ingegnere del comune di Scicli Salvatore Calvo; il geometra comunale Giuseppe Pisana; l’operaio Carmelo Burletti; l’assistente sociale Patrizia Di Stefano; i medici veterinari dell’Ausl 7 Roberto Turlà, Antonino Avola e Saverio Agosta, e Virgilio Giglio, lo sciclitano arrestato dai Carabinieri per omicidio colposo.

I randagi che aggredirono e uccisero il bimbo a pochi passi dal casolare in cui l’anziano viveva in condizioni di semi indigenza, pare fossero usciti dal rudimentale recinto costruito dallo stesso Giglio, dove almeno una ventina di cani si contendevano il cibo. L’altro troncone dell’inchiesta è incentrato esclusivamente sui reati ambientali, con 8 indagati iscritti nel registro. La posizione di due di loro è abbastanza marginale. Le conseguenze giudiziarie della tragica vicenda avevano alimentato diverse prese di posizione.

Il sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia, dicendosi solidale con il suo omologo di Scicli Venticinque, aveva avanzato agli altri primi cittadini dei comuni iblei la provocatoria proposta di restituire al governo nazionale le fasce di sindaci. Il sindaco di Chiaramonte Gulfi, Giuseppe Nicastro, in qualità di coordinatore provinciale dell’Anci, aveva accusato Stato e Regione d’aver «scaricato sui Sindaci responsabilità e incombenze, compresa quella di vigilare sui cani presenti sul territorio di competenza, anche dopo essere stati sterilizzati».

Uno degli indagati, il comandante dei vigili urbani Nifosì, aveva interessato della vicenda il ministro di grazia e giustizia Angelino Alfano, la procura di Messina, la procura generale di Catania e il Consiglio superiore della magistratura. Nifosì aveva invocato un magistrato terzo, di conseguenza del tutto imparziale, che assumesse subito la direzione delle indagini.